Corso di comunicazione: considerazioni

[Flussi]

Parole che si rincorrono in cerchio per prendersi a calci, leggere come un flan di groviera marcescente, vuote come il ripieno di una brioche industriale.

Sono così certi corsi di formazione – banalità moduli I, II e III – prendono per il culo la platea come un prestigiatore mediocre, tronfio dei suoi giochetti mal riusciti nel suo abito di poliestere, luccicante di perline e frasi fatte.

Alla conclusione dello spettacolino siamo anche spinti all’applauso, per fare piacere al padroncino che ha commissionato questo scempio di sorrisini tirati, e si è beato di un’altra giornata persa.

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