Buco nel muro

[Varietà]

Un buco nel muro di cinta

da cui si intravede un morso di cielo

è tutto ciò che ci resta

per sperare in qualcosa di più lontano

per immaginare uno spazio che sia oltre

oltre gli ostacoli umani

oltre le ferite autoinflitte

una lastra senza graffi

solo con qualche nuvola

che passa e vola via.

Ballava

[The One]

Ballava e gettava indietro la testa, come se qualcuno la stesse pettinando.

Ballava e senza voce cantava al soffitto, con gli occhi chiusi, bagnandosi di luce.

Aveva un ciuffo a forma di chiave di violino che si ergeva sbarazzino in mezzo agli altri capelli tenuti stretti da un elastico.

Si era pizzicata il fianco del vestito all’elastico delle mutande e la coscia sorgeva chiara tra i lembi della gonna.

Si muoveva soffice, tenendo tra le dita un bicchiere che fluttuava come sospeso nel nulla e i piedi sembravano onde sul bagnasciuga.

Ballava, intanto io scrivevo e mi innamoravo ancora un po’ di più.

La stanza dei sogni

[Varietà]

Una donna con gli occhi chiusi, vestita di sonno, bussa piano alle nuvole e attende risposta.

– Chi è?

– Sono colei che dorme.

– Cosa vuoi?

– Essere colei che sogna.

Silenzio, interrotto da un regolare fruscio, si poggia come polvere sulle labbra semiaperte della donna.

– Accetti di spogliarti della volontà, per immergerti nella totale incoscienza?

– Lo accetto.

– Accetti di dimenticare ciò che sei, per vivere solo nei ricordi e nei desideri?

– Lo accetto.

– Accetti di vedere tutto, sapendo che non riuscirai a portarlo con te al di fuori di questa stanza?

– Lo accetto. Ma…

– Non esiste alcun “ma”.

– Lo so, ho solo una domanda.

– Parla, ma risposta non è dovuta.

– Una volta che sarò dentro la stanza dei sogni, e la porta delle nuvole si sarà chiusa dietro di me, come riconoscerò ciò che è vero da ciò che è immaginazione?

– Nella stanza dei sogni tutto sarà vero e immaginazione allo stesso tempo, realtà e illusione saranno la medesima cosa, ciò che vivrai non l’avrai mai vissuto. Un nuovo stato della coscienza ti aspetta, ridisegnando regole e sensi giocherà con le tue conoscenze, ne farà bambole di pezza e le lascerà in un angolo, a guardare inermi. Sarai alla tua mercé, sarai il tuo Caronte e il tuo Cerbero, sarai sola con tutto ciò che sei. Accetti tutto questo?

– Lo accetto.

Le porte si aprirono e la donna entrò nelle nuvole.

Punto di luce

[The One]

Essere quel punto di luce.

Partito dai margini dell’infinito, facendosi largo nel grigio, bevendo pioggia e sale, per arrivare lì dove la bellezza trova la forza di palesarsi in mezzo alla tempesta.

Vorrei sapere cosa prova quel punto di luce.

Giunto esattamente al centro di uno sfondo in burrasca, un viaggio di milioni di anni solo per concentrarsi tutto in un millimetro, in un momento così perfetto da essere impossibile.

Quel punto di luce lasciato aperto dalle nostre labbra unite.

Grigio

[Flussi]

In cielo c’è un tempo che non esiste, un limbo grigio senza identità, senza occhi né bocca, non vede e non parla. I colori del mondo vivacchiano e attendono un motivo, un motivetto, una nota qualsiasi che vibri appena, un refolo di musica che tocchi il tasto di accensione di una vita in standby.

Sospeso su un filo per i panni mi asciugo lentamente, in balìa dell’assenza di vento che ora proprio non ce la fa, ora proprio non ha le forze per tirarmi su.

Appeso, con la testa ciondoloni e il non-sorriso di un clown, attendo e spero, mangio pietre e sputo silenzi.

Flipper urlatore

[Flussi]

L’inutilità di tutto questo, la totale autoreferenzialità, la stupidità di questa scrittura arrivano dritto in faccia, si fanno nausea e urla flipper nella testa.

Non si sentono altro che grida, risalgono e grattano gli ultimi denti, quelli più vicini al baratro nero della gola, che attira a sé tutto quanto.

Più in basso la macina dello stomaco trita tutto senza fermarsi, incandescente e disperata. Trita carne e lacrime, boli e respiri, trita pure sé stessa.

Accartocciato come un testo scartato, vagando nella rabbia, nebbia con le spine, urlando quando nessuno può sentire.