Portogallo 5

[In viaggio]

Quando sei pronta riportami a Porto

Dimentica i portici e perdiamoci per le strade.

Parioli, Parigi, Parma; nei paraggi niente pareggia l’apertura purpurea dei palazzi.

Ti prego facciamo presto, la pelle d’oca me la sento ancora addosso.

Quando sei pronta riportami a Porto, questa volta per restarci.

Tappino rosso

[Varietà]

Il contenuto che leggerete è stato ispirato dalla parola ALCOOL. Il progetto #scritturadesecuzione consiste nel pubblicare a cadenza settimanale (solitamente il lunedì) un testo/poesia ispirato da una parola comune. Questa settimana partecipano: @ale_primo_conte, @aritmia_poetica, @cm.wr, @gabbianigrassifoglivolanti, @hotel_caracas_cc, @iosonorainmaker, @mes.chers.souvenirs. Tutti i testi sono visibili all’hashtag #scritturadesecuzione (valido per Instagram).

Ti cancellerò via con un colpo di spugna ubriacata di alcool, quello rosa con tappino rosso, quello che sgrassa e lascia un odore di nettezza ospedaliera, lividi disinfettati.

Alcool denaturato come persa è la tua natura animale, sociale, carnale, comunicazionale, sessuale, occhiale, feudale, spaziale, maiale, elicoidale.

Lascerai una scia imbevuta di parole insensate con l’alitosi, che almeno imparassi a bere come si deve, almeno quello.

Ti voglio distante come m’è distante un pechinese con un giubbotto di paillettes trasportato in una borsetta griffata che si sbronza tutte le sere con lo champagne per dimenticare la sua condizione di pechinese con un giubbotto di paillettes trasportato in una borsetta griffata.

Quando poi sarai solo un tappino rosso all’orizzonte stapperò la bottiglia delle grandi occasioni e ti lancerò dietro il vuoto a rendere, godendomi lo spettacolo dei cocci che esplodono in ogni direzione.

Magic potion

[The One]

Hai presente quella pozione che mi hai fatto bere a mia insaputa?

Quella che una volta arrivata allo stomaco me l’ha reso leggero e mi ha fatto pensare a te ogni minuto?

Quella.

Sai mica se c’è un antidoto?

Perché nel caso vorrei distruggerne tutte le scorte esistenti al mondo.

Ah, se mi dai l’indirizzo della maga che l’ha creata e te l’ha venduta le vorrei mandare un mazzo di fiori enorme e bellissimo per ringraziarla.

Lentezza di crociera

[Flussi]

C’è un momento in cui rallenti. Il metronomo delle gambe si allinea a poco a poco a quello del respiro. Pensi “perché non cammino a questa lentezza più spesso?”.

Tiri indietro le spalle, le rilassi.

Alzi gli occhi, guardi i tetti.

Avevi mai notato l’arcobaleno nelle fontane?

Non hai più una meta bensì un equilibrio da raggiungere, da mantenere e di cui godere.

Nel momento in cui rallenti il normale è narrazione, il bello è divino, il brutto è sfumatura. La realtà è un quadro di cui stai contemplando i particolari.

Cammini finalmente al tuo ritmo, falcata più profonda e misurata, conscio del tuo passo.

Nel momento in cui rallenti le parole si mettono al tuo fianco, non devono più rincorrere la tua frenetica distrazione, possono finalmente prenderti sottobraccio e sussurrarti all’orecchio come amanti che tornano a parlarti solo quando termini la sfuriata. Loro ti conoscono, sanno che meriti la loro considerazione solo quando rallenti. Ricorda, tieni stretto il loro braccio più che puoi perché ti aiuteranno a mantenere quel ritmo a lungo. Più tardi ti farai riassorbire dalla velocità, più cose potranno dirti.

Datti il tempo per rallentare, trova i minuti e ascolta il metronomo. Le occasioni saranno poche e l’equilibrio svanirà presto.

Smalto

[Varietà]

Il contenuto che leggerete è stato ispirato dall’opera di Simonetta Pedicillo @vidart_ao (v. immagine). Il progetto #scritturadesecuzione consiste nel pubblicare a cadenza settimanale (solitamente il lunedì) un testo/poesia ispirato da un elemento comune. Questa settimana partecipano: @ale_primo_conte, @alicenonsa, @anima_1_0_1, @aritmia_poetica, @bostikdisillusioned, @cm.wr, @gabbianigrassifoglivolanti, @hotel_caracas_cc, @iosonorainmaker, @laragazzachecorreconilupi, @mes.chers.souvenirs, @respiro_nero, @sibilodivento, @spazinfiniti. Tutti i testi sono visibili all’hashtag #scritturadesecuzione (valido per Instagram).

Opera di Simonetta Pedicillo

Culla, culla il fucile caldo la donna con le unghie smaltate, non gli canta la ninna nanna.

Non dorme mai il fucile ninnato dalla ragazza con le dita di sabbia, vorrebbe il seno sinistro di lei che saltella e non ride.

Per la strada lui la difenderà dalle fiere che le puntano addosso il mirino e i denti; sullo sfondo di un’aquila nera lei lo abbraccia, le dita di una madre non tremano.

Le belve fissano da lontano, ghignano, sbattono fauci mentre la ragazza, donna, madre, puttana, maledetta, amore, amante, futura, morta, infinita, potenza, sua, porta con sé l’arma invisibile che ucciderà i volti nascosti.

Sorge una guerra e viene fatto brillare lo smalto. Le schegge trapassano carne e ricordi, recidendo tendini e legami.

Lei sente di cadere, sente gli spari.

Il grilletto premuto frinisce, luce dall’alto la notte schiarisce.

Una pallottola nasce dal grembo di una madre china sulla petineuse, fa il giro del mondo e non si ferma mai.

Black Mirror for dummies

[The One]

Mi sostituirò un occhio con un obiettivo fotografico e occuperò tutti i giga disponibili della mia memoria con i fermoimmagini delle tue espressioni.

Come quando poggi il braccio sullo schienale della sedia accanto.

Come quando alzi il sopracciglio e mi guardi fisso.

Come quando scoppi a ridere e ti copri la bocca.

Come quando scorri il menù con le dita sulle labbra.

Come quando fissi concentrata il telefono alla ricerca di qualcosa.

Come quando finalmente sciogli lo sguardo severo e mi vivi senza più freni.

Come quando ti sporgi dal tavolo per baciarmi.

L’ultima l’ho inventata io.

Ma tutte le altre le riguarderò quando tra qualche tempo mi chiederò cosa mai ci trovassi di bellissimo in te.

Solo è bello, solo è brutto

[Flussi]

Il rovescio della medaglia della solitudine sono le serate come questa.

Un senso di insofferenza e un’indistinta malinconia impastano la mente e la voglia, senza che ci sia modo di mitigarne gli effetti.

Fai qualcosa, qualsiasi cosa, perché dell’immobilismo temi lo sprofondare ancora più tetro. Esci, cammini, mangi. Vedi la gioia nei gesti degli altri e ti interroghi sulla tua.

Noti i piccoli gesti che avresti voglia di sentirti addosso e sorridi di sbieco.

In mille volti cerchi la possibile soluzione alla tua mancanza, ma non riesci ad accarezzarne neanche la coda dell’occhio.

Ingoi e mandi giù.

Questa notte passerà.