Capaci

[The One]

Siamo capaci di meglio, lo sappiamo entrambi.

Siamo capaci di voli che Pindaro in confronto pare un abbrutito senza fantasia.

Siamo capaci di progetti che fanno apparire le piramidi il divertimento passeggero di un bimbo in spiaggia.

Siamo capaci di baci che farebbero venir voglia a Cupido di innamorarsi di noi.

Siamo capaci del meglio.

Purtroppo siamo anche capaci del peggio.

8 e 52

[The One]

Labbra bicolori

abbracci protesi

sulle tremila molle insacchettate di un letto disfatto.

Libercoli erotici

orsacchiotti senza naso

ai margini d’una stanza ovattata dal sole delle 8 e 52.

Desta dal sogno

sbadigli e sorridi

io conto i riflessi

dei nostri buongiorno.

Testa vuota

[Flussi]

Dentro questo palloncino

ho soffiato pensieri e dolori

vorticosi discorsi che posso percepire

ma che non so pronunciare

li sento sulla pelle

ne gusto forma e sapore

eppure spiegarli a parole, quello, proprio no.

Questo palloncino vola e sorvola

vorrebbe salire sempre più in alto

le vertigini non gli bastano mai

ma è attaccato a un collo stretto che lo tiene giù

di notte sogna un ago che lo faccia scoppiare

e liberi tutto quello che turbineggia

dentro questa testa vuota.

Spremiagrumi

[Flussi]

Spiegami un po’ il senso, quando tutto intorno è pianura, di voler per forza costruire una collina, che montagna non sarà mai, e che assomiglia più a un tumulo.

Spiegami un po’ il senso di questa spremitura ottusa, quando ormai è rimasto solo il bianco e la buccia si fa fina e fragile.

Spiegami un po’ il senso di continuare a scrivere, quando non si ha nulla da scrivere.

Dentro fuori

[The One]

La stanza colma di profumo

banane e spezie – quali spezie proprio non so –

la stanza – il bagno – lucida

e i capelli umidi

il tuo seno, lì.

Il balcone – arancio – carico di calore

– il sole picchia –

dalla finestra – la finestra del bagno –

uno spiraglio

tutto ciò che non vuole restare nella stanza esce

tutto ciò che è tuo

il profumo

le forme

il desiderio

si posa su di me.

Tutto puoi

[The One]

Svegliami di notte

parlami di paure

stringimi come se stessimo cadendo da un grattacielo

– dal cielo –

poi apriamo le braccia

misuriamo quanto è largo questo letto

questo respiro

che parte dalla punta del naso e arriva fin dove non lo so

non lo so

ma tu

tu

tutto puoi.

Detriti

[Flussi]

Clicco play e sullo schermo appaiono montagne di detriti accumulati su palmi aperti, protesi verso un pubblico in attesa di download.

Proposta di un pasto non richiesto, indigesto, servito con la delicatezza riservata alle oche condannate ad essere innaffiate con Madeira.

Delirio loro, delirio mio, delirio a senso alternato e con destinazioni opposte. Rette parallele sprezzanti, disprezzanti, dispiegamenti di ali spiumate in picchiata verso il suolo, verso detriti di parole.

E invece 22

[Varietà]

Mi pareva

un corvo rognoso

una profezia sibillina

uno schiaffo postale

una pedata scrotale

uno scherzo del destino

una missiva del Demonio

e invece era

una cartella esattoriale.

Questa mattina

[The One]

Questa mattina, al risveglio, tutta la luce chiedeva di te.

Ogni raggio s’era alzato di buon’ora, alcuni avevano addirittura dormito sul balcone, come prima di un grande concerto, pur di potere essere tra i primi a svegliarti.

E pensa come si dev’essere sentito il primo fotone che questa mattina si è posato sulla tua guancia, pensa alla sua felicità, pensa a quel quanto – chissà come si chiama e cosa fa adesso e come si sente? – che per primo ti ha toccato la pelle, pensa a quel piccolo attimo prima, quello in cui ha percepito lo strato d’aria farsi materia, il vuoto riempirsi, e poi, finalmente, tu.

Pensa a me, che mi sono svegliato e la prima cosa che ho messo a fuoco è stato il tuo viso.

Questa mattina, al risveglio, eri bellissima e la luce ti illuminava come un quadro.