Miraggio
– Hey?
– …
– Dormi?
– Mhmnn… cosa?
– Stai dormendo?
– No, mh cioè sì, no. Non ti senti bene?
– Non riesco a dormire.
– Non hai digerito?
– No, no, sto bene. Solo, non so, non riesco a dormire.
– Io te l’avevo detto di non esagerare con il rum però, eh. Non li reggi più i superalcolici, poi fai gli incubi tutta la notte.
– Ma no, non è quello, e poi ne ho bevuto solo un dito. È che mi sono partiti i pensieri e non riesco a fermarli.
– Che pensieri?
– Pensieri antipatici, sai quelli che iniziano da un granello, che smuove un mucchietto di ghiaia, che urta un sasso, che sbatte su una roccia, che travolge un masso, che…
– Ok, sì, ho capito. Hai provato quella tecnica che hai visto su Instagram? Inspiri, trattieni, espiri lentamente, inspiri di nuov…
– Sì, sono alla quarantaquattresima inspirazione. Ho già mandato una querela all’autore del video.
– Ah, ok. Hai provato le pastiglie, quelle nuove? Melatonina, valerian…
– Ho finito la scatola. La prossima volta prendo le Tic Tac, almeno quelle non puzzano di stalla.
– Questo domani potrebbe essere un problema. Allora dimmi, a cosa stai pensando?
– Non so da dove iniziare.
– Da quello che vuoi, tanto la valanga non ha un filo logico da rispettare.
– Ecco, non so… tu per esempio, mi ami?
– Ma che domand… sì, certo che ti amo.
– Ne sei sicuro?
– Ne sono sicuro.
– Io ho la sensazione che, se mi amassi sul serio, non avrei problemi a dormire.
– Senti, io ti amo, sul serio. Certo, ti amerei di più se dormissi, e se mi lasciassi dormire.
– Ascoltami, invece, e non prendermi in giro. Se tu mi amassi sul serio, io non avvertirei questa inquieta vibrazione che non mi fa chiudere occhio; e di certo non avrei pensato al fatto che è un secolo che non ci prendiamo del tempo per noi. Intendo del tempo di qualità, non quelle sere davanti alla tv in cui a malapena ci rivolgiamo parola o quelle passeggiate in centro a sbirciare vetrine di negozi in cui non entriamo mai. Intendo del tempo vero, in cui stiamo insieme, ci guardiamo, parliamo di noi, del passato e del futuro. Non abbiamo più il coraggio di stare solo io e te.
– Senti, non prendertela, però mi pare che tu stia un filo ingigantendo la situazione. Viviamo insieme da sempre, no? Siamo cresciuti insieme, nel vero senso della parola, abbiamo condiviso ogni singolo momento. Se c’è qualcuno che ti ama e che ama passare il tempo con te in questo mondo, quello sono io.
– Sì, ma non basta vivere insieme per amarsi veramente. In certi momenti ho la sensazione che io e te ci si conosca a malapena. Non ci stacchiamo mai, eppure tu fai la tua vita, io la mia, come se fossimo coinquilini di un monolocale nel quale non ci incrociamo mai.
– Ma almeno l’affitto lo smezziamo o come al solito fai pagare tutto a me?
– Smettila di usare l’ironia per sminuire e non affrontare la discussione. Hai passato un sacco di anni a far finta di non sentirmi, a far finta che non esistessi, non ricominciare adesso.
– Ora però non ritirare fuori quella storia. Lo so, ti ho chiesto scusa e ci sto lavorando, lo sai.
– A volta mi sembra che io sia l’unico a cui importino i nostri sentimenti.
– Sto lavorando anche su quello. Solo che… non è facile.
– Lo so. Scusa.
– Senti, hai ragione, ultimamente è stato un periodo pesante, pieno di rotture di cazzo, e probabilmente ci siamo parlati poco. Non ho intenzione di ignorarti, ci tengo veramente a noi. Quando sono a corto di energie è più complicato per me riuscire a capirti. Ma lo voglio, lo voglio sul serio.
– Non pretendo che tu mi capisca sempre. Mi basta che tu mi senta.
– Quando te ne esci con queste frasi a effetto, mi fai quasi pensare di essere all’interno di una sceneggiatura amatoriale di serie B.
– Smettila, su, che ti piacciono da morire. Promettimi solo che tutto ciò non resterà un pensiero notturno che svanirà al primo intoppo di domani mattina.
– Prometto.
– Dai su, ora spegni la luce che ci si chiudono gli occhi.
– Allora vedi che la tecnica delle inspirazioni alla fine funziona?
– Aaah, fanculo!
– Ti amo.
– Anch’io ti amo
– Notte Sub.
– Notte Conscio.










