A ottobre il granello di sabbia

[Flussi]

A ottobre il granello di sabbia racconta una storia diversa da tutti gli altri mesi dell’anno.

A ottobre il granello di sabbia è umido e fresco, esausto del calore estivo e intirizzito dalle nottate sempre più fresche; è fine e morbido, consumato da migliaia di suole, piedi, zampe. Ne rimane solo un nucleo, l’anima profonda di un granello di sabbia.

A ottobre il granello di sabbia non è più spiaggia ma malinconia mista a gratitudine. Ha un’ombra allungata e un fiato che ti rinfresca.

A ottobre se scavi con i piedi nella sabbia non stai cercando l’acqua: stai cercando te stesso.

Scatole in cantina 3

[Flussi]

Io sono, sono stato, sarò. Si può dire?

Sono un fiume, un rigagnolo, che precipita e piega; non posso fermarmi, non sono quello della sorgente, sarò lo stesso alla foce.

Sono liquido e il mio letto decide come sono. Reagisco per quelle che sono le mie capacità di adattamento.

Sono liquido e non mi fermo. Lo stagno è morte. Stasi è lapide.

Fate spazio arrivo, state comodi mi plasmo su di voi.

Io sono libreria

[Flussi]

Con una playlist da viaggio soft come nebbia, cambio prospettiva e guardo la libreria dal basso.

È bellissima.

Sono io questa libreria; sempre la stessa nella struttura, qualche libro in meno, un ordine differente.

Sono io questa libreria; solida e particolare, con qualche volume che si porta dietro da anni, altri da poco tempo.

Sono io questa libreria; tanti argomenti diversi all’interno, simili o distanti ma tutti dentro di me.

Ho una sistemazione logica, qualche punto fermo, tanti colori, ancora qualcosa di troppo, settori poco esplorati e spazi vuoti.

Bisogna sempre avere degli spazi vuoti.

Per fare degli spostamenti interni e per poter accogliere nuovi libri.

C’è chi è Leggenda, io sono Libreria.

7/31 Fantasia

5/31 Narrazione

4/31 Musica

4/31 Infantilismo

2/31 Sport e tifo

2/31 Vari scarti

1/31 Burocrazia

Il resto, 6/31, spazi vuoti.

Sulla fretta di trovare una relazione

[Flussi]

Sensazioni, vibrazioni e flussi conducono la marcia senza consultare la cartina.

Bivi di malinconia colorati da addobbi festosi, crocevia obbligatori di un percorso dalla meta indistinta, passano e restano.

Quello che non riesco a capire è se siano desideri veri o prescia.

Forse si è inceppato qualcosa, forse le conferme che cercavo le ho avute e ora serve altro.

Paura di cosa? Del tempo che scorre? Delle occasioni che passano? Dell’abitudine alla superficialità del fine fisico?

Come al solito non lo so.

Non vedo strade sgombre, solo sale d’attesa.

Flu-flu

[Flussi]

Alla ricerca di flussi nei flutti bollicinosi di flûtes slanciati e snob.

Defluire mollemente fino alla punta delle dita, influenzando una penna di un estivo color fluo.

Effluvi di mezze stagioni che arrivano e passano, seguendo il percorso fluviale di un battello o forse di un insetto.

E io qui, disteso su un divano a costruire un niente superfluo, a giocare con la carta e l’inchiostro, fluttuando un po’ più su dove il cielo è sempre più flu.

Scatole in cantina 1

[Flussi]

Scorrere una rubrica.

Scorrere anni.

Scorrere ricordi, immagini, profumi.

Scorrere il passato scritto nei volti altrui, volti dipinti come vuoi tu.

Ritrovarsi, riscoprirsi, ricordarsi negli occhi degli altri.

Siete parte di me, non lo siete più, lo sarete sempre.

Sono la somma verticale di quella rubrica, parziale ma significativa

Un insieme di voci che urlano le mie esperienze, confuse, nitide. Le raccontano tutte insieme e si sovrappongono l’una con l’altra.

Appuntamenti inventati e mondi paralleli 1

[The One]

Beata l’ombra delle mia dita che ha potuto sfiorarti le guance e giocare con le curve del tuo viso, in un’estasi di un futuro parallelo.

Eppure da qualche parte siamo, siamo forte. Forse non qui, forse non adesso.

Non sentivo questo vuoto da tempo e ne avevo bisogno. Ne avevo bisogno per capire che ne valeva la pena inventarsi una scusa per trovarmi qui con te. Era giusto esserci e farsi male.