Fette universali di quadrante

[Flussi]

Mi infastidiscono le grandi verità, come i grandi bestseller, i grandi successi mainstream.

Sottostare a regole che altri prima di me hanno bollato come infallibili fa scoppiettare il lato anticonformista e refrattario al già detto, già visto, già vissuto.

Proprio io dovrei essere prevedibile solo perché qualcun altro si è trovato in una situazione simile? Vadano pure in culo il soggetto, la situazione e il binario su cui dovrei correre.

Eppure.

Eppure a volta capita che i bestseller siano tali per un motivo valido, che il mainstream sia effettivamente opera d’ingegno notevole e che certe regole della vita si ripetano senza guardare in faccia i protagonisti.

Il punto è che forse è vero che c’è un tempo per tutto e non è vero che quel tempo possa essere così diverso da persona a persona.

Forse esistono delle fette di quadrante entro le quali dobbiamo oscillare per poter fare un passo avanti.

Che so: per elaborare un lutto tra i 3 mesi e i 3 anni.

Per perdere la fiducia di un amico tra i 3 secondi e l’ora e mezzo.

Per leggere un libro di lunghezza media tra le 12 ore e i 2 mesi.

Per finire un litro di birra tra i 1,3 secondi* e le 4 ore di chiacchiere. 

Per definire tale una scopata tra i 5 minuti della sveltina e le 3 ore del sì-ora-basta-eh.

Per la fine di un’importante relazione tra i 6 mesi e i 2 anni, 129 giorni, 6 ore, 47 minuti.

Per reputare idonea l’attesa tra un album musicale e l’altro tra i 6 mesi e il “ah, ma sono ancora vivi?”.

Per godere dello scambio d’amore tra genitore e figlio tra il primo sguardo in sala parto e una vita intera.

Ok, sì, bene.

Ciò non toglie che la cosa mi stia altamente sul cazzo.

Vorrei essere padrone del mio orologio, ma forse l’unica cosa che si può fare è scegliere il modello e il colore.

(* mi sono documentato NdA)

Vendesi parola

[Varietà]

Vendesi a causa del personale disinteresse a sfruttarne tutte le potenzialità la parola pesca.

Solamente cinque lettere per ben due utilizzi diversi!

Di misura contenuta, nella modalità ortofrutticola si presenta morbida, maneggevole e aperta. Pèsca presenta qualche segno di usura, principalmente morsi, ma è sempre stata trattata con attenzione, scelta accuratamente e lavata prima di ogni utilizzo. Da utilizzatore affezionato devo ammettere che me la sono dovuta sciroppare anche quelle volte che si rivelava insipida e poco appetibile. Disponibile nelle varianti: bianca, gialla e noce.

Grazie alla pratica levetta si passa alla modalità sportiva con un solo click, con la possibilità di godere di un weekend rilassante in solitaria o in compagnia. In questa versione pésca si può considerare pari al nuovo, usata una sola volta appena acquistata ma perfettamente integra. Attenzione: all’interno della parola è presente una sola esca di prova. Stivali di gomma e canna non inclusi.

Se interessanti su internet si trova facilmente l’accessorio “vattela-“: associato a pésca permette un terzo uso della parola che però al momento mi sfugge.

Contattare solo se realmente interessati, non mi faccio prendere all’amo da perditempo.

Non accetto permute con la parola botte.