Sulla regolarità della scrittura 2

[Flussi]

Le parole non sono ingranaggi che, se arrugginiti, bevono olio e tempo al bancone del Bar della Pigrizia.

Le parole sono decisioni da prendere, scelte da fare.

“Fare o non fare non c’è provare” è sintetico e potente, benché inflazionato.

La seconda, o prima, domanda però è “volere o non volere?”, quello separa i gesti e ritaglia il tempo.

Che c’è, c’è sempre.

Finché non finisce.

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