Sulla mancanza

[Flussi]

La luce negli occhi dice che mi manchi.

Proprio la mancanza è quella cosa da cui ripartire. Essa prevede una ricerca; la ricerca richiede un obiettivo. Focalizzato quello si riparte.

Stimoli, gioia, leggerezza, condivisione, parole, sorrisi, serenità.

Il mio obiettivo non sono per forza relazioni, numeri, oggetti, luoghi.

Il mio obiettivo è quella luce dentro agli occhi.

Un pezzettino di luce passa da qui, da pagine e penne, da quello che ci possiamo dare a vicenda. Effetto collaterale benefico è la riattivazione della fantasia, altro tassello luminoso di valore.

Stuccare gli ultimi buchi rimasti in sospeso, alcuni per forza di cose, altri per pigrizia, indolenza o malinconia.

Un led alla volta, perché la luce non si riaccenderà tutta d’un colpo come se ci fosse un comodo interruttore.

Livorno 1

[In viaggio]

Per me Livorno sono i motorini e le vocali aperte, le urla dei gabbiani e il gelato popolare, gli scacchi eleganti e ir culo piazzato ovunque.

Per me Livorno è schiaccia e mare, ragazze belle e volgari, ragazzi palestrati che corrono.

Per me Livorno è dove le ragazze mi fanno innamorare con un accento e una risata, dove salutano baciando le guance, non sfiorandole.

Per me Livorno è casa senza che ci siano i fondamenti razionali per considerarla tale.

Per me Livorno significa amare.

A me Livorno piace anche solo da dire a voce alta.

Torino 1

[In viaggio]

Il Po è sempre pronto ad accogliere i pesi della vita, condividendoli con chi lo osserva.

È una spalla comprensiva e silenziosa, mai veramente conscia delle lacrime che gli vengono affidate.

Il Po ha mille facce.

Il Po è sempre disposto ad ascoltare tutti ma non dà risposte ad alcuno.

Dio della Fortuna

[Varietà]

Adesso ho il mio personale Dio della Fortuna che aspetta che gli colori il secondo occhio.

Oscilla e mi guarda mentre cazzeggio, mentre cucino, mentre sono nudo sul divano con una donna.

Mi osserva, aspetta di poter finalmente capire cos’è quella terza dimensione di cui parlano tanto i suoi fratelli con due occhi.

Non cerca di mettermi pressione, lui è immortale, ha tempo. Mi osserva e aspetta.

Per avere il permesso di disegnarli il secondo occhio devo fissare un obiettivo, uno di quelli ambiziosi e realizzanti, e raggiungerlo. Ne ho espresso uno grande, per me, non eccessivamente preciso.

Il mio Dio della Fortuna ha suggellato in silenzio il voto. Osserva e attende in un perenne occhiolino.

Il mio Dio della Fortuna è appeso alla cappa della cucina.

[Per maggiori, e decisamente più precise, informazioni https://it.wikipedia.org/wiki/Daruma ]

Si jamais j’oublie

[Flussi]

Nuove angolature e prospettive inedite.

Niente paura ma pensieri e arroganza per poter gustare la curiosità del que serà.

Se non si vive il male non si vive il bene; se non ci si brucia non si saprà mai apprezzare il calore del fuoco.

E “si jamais j’oublie” ricorda chi sei e ricorda che lo sei anche grazie a tutto questo.

[Musica suggerita per la lettura: ZAZ – Si jamais j’oublie]

Sul bisogno di scrivere – 1

[Flussi]

Non ho molto da scrivere. Ho molto da scrivere.

Un punto in alto a sinistra del mio campo visivo che non se ne va mai; presente, costante, ma troppo periferico per essere focalizzato.

Un bruscolino di cui non riuscirò a liberarmi mai; un riflesso di una luce troppo forte che segna l’occhio senza mai coprirne del tutto la visuale.

Sei sempre lì, per quanto il mio corpo ti ignori, tu torni sempre. Siamo io e te, nel silenzio, un’altra volta.

Vattene per sempre. Resta con me, non lasciarmi mai più.