Portogallo 4

[In viaggio]

L’oceano ha un suono diverso. Più profondo, più cupo, più potente. Chiede rispetto con vigore e mostra i muscoli alla terra.

Anche l’odore è differente. Sa di abissi e luoghi sconosciuti, selvaggio e naturale.

Mi chiedo come facciano le rocce e la sabbia a resistergli, a non cedere alla sua autorità, al suo amore carnale.

Ti ho dedicato un breve testo ma non te lo farò leggere

[The One]

Pensavo alle tue labbra.

Per pensarci ho aspettato di trovare un posto adatto. Uno in riva al mare, ché in riva al mare è più facile pensare alle cose belle.

Pensavo alle tue labbra e alla voglia che avevo di arrotolarmici per una notte intera.

Pensavo al tuo bacio, così diverso da come me l’aspettavo.

Credevo di trovare un bacio deciso, di quelli che ti prendono le briglie e a cui ti consegni prigioniero volontario.

Invece ho incontrato un bacio sulla difensiva, quasi arrendevole. Un bacio che mi ha porto le mani per lasciarmi condurre il ballo, che mi ha seguito in ogni volteggio. Morbido, ma presente.

Pensavo al tuo bacio e alle tue labbra e mi è passato sopra la testa un gabbiano.

Pensavo ad un limone.

Pensavo ad una pesca.

Ti ho dedicato un breve testo ma non te lo farò leggere, ché poi penseresti che ti ami, solo perché ti penso.

A ottobre il granello di sabbia

[Flussi]

A ottobre il granello di sabbia racconta una storia diversa da tutti gli altri mesi dell’anno.

A ottobre il granello di sabbia è umido e fresco, esausto del calore estivo e intirizzito dalle nottate sempre più fresche; è fine e morbido, consumato da migliaia di suole, piedi, zampe. Ne rimane solo un nucleo, l’anima profonda di un granello di sabbia.

A ottobre il granello di sabbia non è più spiaggia ma malinconia mista a gratitudine. Ha un’ombra allungata e un fiato che ti rinfresca.

A ottobre se scavi con i piedi nella sabbia non stai cercando l’acqua: stai cercando te stesso.

Livorno 2

[In viaggio]

Livorno è una serata a caso dove ti ritrovi a tavola con una macellaia tatuata, un’intagliatrice di legno, una motociclista lesbica, una tatuatrice nordica e un liutaio chiacchierone.

Vino rosso, vino santo, vino con fagioli, fagioli che sono fragoline, ghiaccioli old style e barbieri della fava.

Livorno è una testa che gira, una bocca sguaiata, una mano sulla spalla e un continuo invito a rivedersi.

Livorno è sporca, brutta, viva, ignorante, bellissima, caciarona, orgogliosa, arrogante, socievole, scaramellozzi.

Eh?

Puppa.

Il paradosso del piccione

[Varietà]

Il contenuto che leggerete è stato ispirato dalla parola PARADOSSO. Il progetto #scritturadesecuzione consiste nel pubblicare a cadenza settimanale (solitamente il lunedì) un testo/poesia ispirato da una parola comune.Questa settimana partecipano: @una_goccia_di_pioggia, @lasognatricedelnullapoesia, @alicenonsa, @iosonorainmaker, @gabbianigrassifoglivolanti, @hotel_caracas_cc, @laragazzachecorreconilupi, @respiro_nero. Tutti i testi sono visibili all’hashtag #scritturadesecuzione (valido per Instagram).

Se io fossi dotato d’ali credi veramente che passerei tutto quel tempo a terra, ad attraversare la strada accelerando all’ultimo secondo per non essere investito, ad accontentarmi delle briciole cadute a terra?

Volerei, invece, alla ricerca di tutte le sfumature di cielo esistenti; collezionerei paesaggi e volti, climi e granelli di sabbia; coglierei direttamente dalle piante i frutti locali, assaggerei ogni cibo purché cucinato dalle vecchiette del posto; dormirei in ogni condizione possibile, ascolterei musiche e onde, tasterei pelli e rocce.

Sempre in movimento, spesso fermo a respirare.

Occhi aperti a tutti i colori, occhi chiusi per sentire meglio gli odori.

Intanto quel piccione cammina sull’asfalto, aspetta il rosso e non si scansa. Ha tutto e non usa niente.

E se fossi già dotato d’ali e non me ne fossi ancora accorto?

Portogallo 3

[In viaggio]

Quindi costui è l’oceano. Il fratello grande, quello con un nome e una carriera, un’autorità nel suo campo.

Non possiamo che fare le giravolte tra le sue dita, non possiamo smettere di osservarlo tanto è il tutto che esprime.

Impressionante è il suono, che pare voler riempire ogni vibrazione presente nell’aria, egocentrismo sonoro.

L’oceano pretende di colmare tutti i sensi, ottiene attenzione per natura.

Lascia che i bambini giochino con lui, che i ragazzi si convincano di domarlo, che le ragazze si ritraggano insieme a lui, che le coppie si distraggano per un rapido bacio, che gli uomini fingano di non esserne impressionati, che i poeti si facciano suggerire le parole dal vento, che i musicisti tentino di riprodurne le note sulle corde di una chitarra, che i pittori piangano cercando la spuma sulla tavolozza, che i vecchi gli sorridano perché sanno che tutto questo crediamo di farlo quando in realtà è l’oceano che ci concede il lusso di stare con noi per un attimo.

[Musica suggerita per la lettura: John Butler – Ocean]

Livorno 1

[In viaggio]

Per me Livorno sono i motorini e le vocali aperte, le urla dei gabbiani e il gelato popolare, gli scacchi eleganti e ir culo piazzato ovunque.

Per me Livorno è schiaccia e mare, ragazze belle e volgari, ragazzi palestrati che corrono.

Per me Livorno è dove le ragazze mi fanno innamorare con un accento e una risata, dove salutano baciando le guance, non sfiorandole.

Per me Livorno è casa senza che ci siano i fondamenti razionali per considerarla tale.

Per me Livorno significa amare.

A me Livorno piace anche solo da dire a voce alta.