A ottobre il granello di sabbia

[Flussi]

A ottobre il granello di sabbia racconta una storia diversa da tutti gli altri mesi dell’anno.

A ottobre il granello di sabbia è umido e fresco, esausto del calore estivo e intirizzito dalle nottate sempre più fresche; è fine e morbido, consumato da migliaia di suole, piedi, zampe. Ne rimane solo un nucleo, l’anima profonda di un granello di sabbia.

A ottobre il granello di sabbia non è più spiaggia ma malinconia mista a gratitudine. Ha un’ombra allungata e un fiato che ti rinfresca.

A ottobre se scavi con i piedi nella sabbia non stai cercando l’acqua: stai cercando te stesso.

Livorno 2

[In viaggio]

Livorno è una serata a caso dove ti ritrovi a tavola con una macellaia tatuata, un’intagliatrice di legno, una motociclista lesbica, una tatuatrice nordica e un liutaio chiacchierone.

Vino rosso, vino santo, vino con fagioli, fagioli che sono fragoline, ghiaccioli old style e barbieri della fava.

Livorno è una testa che gira, una bocca sguaiata, una mano sulla spalla e un continuo invito a rivedersi.

Livorno è sporca, brutta, viva, ignorante, bellissima, caciarona, orgogliosa, arrogante, socievole, scaramellozzi.

Eh?

Puppa.

Livorno 1

[In viaggio]

Per me Livorno sono i motorini e le vocali aperte, le urla dei gabbiani e il gelato popolare, gli scacchi eleganti e ir culo piazzato ovunque.

Per me Livorno è schiaccia e mare, ragazze belle e volgari, ragazzi palestrati che corrono.

Per me Livorno è dove le ragazze mi fanno innamorare con un accento e una risata, dove salutano baciando le guance, non sfiorandole.

Per me Livorno è casa senza che ci siano i fondamenti razionali per considerarla tale.

Per me Livorno significa amare.

A me Livorno piace anche solo da dire a voce alta.