Zio Comì

[Varietà]

“Signori miei, Signore miei, siamo di fronte a un fatto in crescenza! Non possiamo accettare che cose del genere accadano, se no poi si fanno male! E ci facciamo male pure noi che, nel nostro umanismo, ci facciamo carico, pendente o meno che sia, di un onere troppo generoso.

Come diceva il nostro Damus è ora di dire pasta! È ora di rialzare l’attesta! È ora di prendere il coro, perle e corna!

In veridicità vi dico che al contrario dei miei prede accessori che hanno fatto no, io farò sì che tutto questo cambi, finché tutto non cambi!

Io sono la risposta alle domande con il punto interrogatorio!

E non date rotta a colori i quali in suonano che sarei venuto qui per fare le feci di qualcun altro, no, io ci metto la faccia! Non ascoltate castoro che non sanno far altro che spuntare senziente senza avere i sensi per poterselo permettere. Questa gentaglia pre suppone, poi giudizia. Essi sono spiacevoli come una bici senza scellino.

Seguite me, l’uomo della pertinenza con la P mascula, e vi permetterò un futuro di benessere e benavere.

Votatevi a me e ai valori che rappresaglia, scegliete la scelta senza sotto fuggi, senza in ciucci, senza senso. 

In concludenza vi dico che!”

Miseria

[Varietà]

Il contenuto che leggerete è stato ispirato dalla parola MISERIA. Il progetto #scritturadesecuzione consiste nel pubblicare a cadenza settimanale (solitamente il lunedì) un testo/poesia ispirato da una parola comune. Questa settimana partecipano: @ale_primo_conte, @aritmia_poetica, @cm.wr, @gabbianigrassifoglivolanti, @iosonorainmaker, @mes.chers.souvenirs, @respiro_nero, @sibilodivento, @spazinfiniti. Tutti i testi sono visibili all’hashtag #scritturadesecuzione (valido per Instagram).

Porca, ladra, puttana, nera.

Milleforme, millepiedi, milleunanotte.

Piangerla, caderci, esserci, viverci, morirci.

Buia e maleodorante, stacci alla larga, allontanala, non guardarla nemmeno.

Non varcare i confini del suo stato, fuggi il tocco del suo spettro.

Ma se per sbaglio incontrerai i suoi occhi ci leggerai pietà, e il misero, per un attimo, sarai tu.

Smalto

[Varietà]

Il contenuto che leggerete è stato ispirato dall’opera di Simonetta Pedicillo @vidart_ao (v. immagine). Il progetto #scritturadesecuzione consiste nel pubblicare a cadenza settimanale (solitamente il lunedì) un testo/poesia ispirato da un elemento comune. Questa settimana partecipano: @ale_primo_conte, @alicenonsa, @anima_1_0_1, @aritmia_poetica, @bostikdisillusioned, @cm.wr, @gabbianigrassifoglivolanti, @hotel_caracas_cc, @iosonorainmaker, @laragazzachecorreconilupi, @mes.chers.souvenirs, @respiro_nero, @sibilodivento, @spazinfiniti. Tutti i testi sono visibili all’hashtag #scritturadesecuzione (valido per Instagram).

Opera di Simonetta Pedicillo

Culla, culla il fucile caldo la donna con le unghie smaltate, non gli canta la ninna nanna.

Non dorme mai il fucile ninnato dalla ragazza con le dita di sabbia, vorrebbe il seno sinistro di lei che saltella e non ride.

Per la strada lui la difenderà dalle fiere che le puntano addosso il mirino e i denti; sullo sfondo di un’aquila nera lei lo abbraccia, le dita di una madre non tremano.

Le belve fissano da lontano, ghignano, sbattono fauci mentre la ragazza, donna, madre, puttana, maledetta, amore, amante, futura, morta, infinita, potenza, sua, porta con sé l’arma invisibile che ucciderà i volti nascosti.

Sorge una guerra e viene fatto brillare lo smalto. Le schegge trapassano carne e ricordi, recidendo tendini e legami.

Lei sente di cadere, sente gli spari.

Il grilletto premuto frinisce, luce dall’alto la notte schiarisce.

Una pallottola nasce dal grembo di una madre china sulla petineuse, fa il giro del mondo e non si ferma mai.