Portogallo 4

[In viaggio]

L’oceano ha un suono diverso. Più profondo, più cupo, più potente. Chiede rispetto con vigore e mostra i muscoli alla terra.

Anche l’odore è differente. Sa di abissi e luoghi sconosciuti, selvaggio e naturale.

Mi chiedo come facciano le rocce e la sabbia a resistergli, a non cedere alla sua autorità, al suo amore carnale.

Portogallo 3

[In viaggio]

Quindi costui è l’oceano. Il fratello grande, quello con un nome e una carriera, un’autorità nel suo campo.

Non possiamo che fare le giravolte tra le sue dita, non possiamo smettere di osservarlo tanto è il tutto che esprime.

Impressionante è il suono, che pare voler riempire ogni vibrazione presente nell’aria, egocentrismo sonoro.

L’oceano pretende di colmare tutti i sensi, ottiene attenzione per natura.

Lascia che i bambini giochino con lui, che i ragazzi si convincano di domarlo, che le ragazze si ritraggano insieme a lui, che le coppie si distraggano per un rapido bacio, che gli uomini fingano di non esserne impressionati, che i poeti si facciano suggerire le parole dal vento, che i musicisti tentino di riprodurne le note sulle corde di una chitarra, che i pittori piangano cercando la spuma sulla tavolozza, che i vecchi gli sorridano perché sanno che tutto questo crediamo di farlo quando in realtà è l’oceano che ci concede il lusso di stare con noi per un attimo.

[Musica suggerita per la lettura: John Butler – Ocean]

Attivismo e astronomia su un lettino verde stanco

[The One]

Si parlava di politica e sovversioni, accapigliandosi su strategie comunicative, tematiche pregnanti e voglia di attivismo.

Ero sdraiato su un lettino di un verde stancato dal sole, di quelli che trovi solamente nelle case di mare.

L’ignoranza stellare ci faceva vaneggiare di manici e cestelli di carri grandi e piccoli, animali stilizzati e satelliti dotati di cruise control.

Il cielo, che ci ascoltava distratti, s’è scostato un attimo per lasciar passare due stelle cadenti, estemporanee e in anticipo sul calendario gregoriano.

Te le ho dedicate entrambe con lo stesso desiderio, sciocco e piccolino. Un po’ come me quando penso che non ti vorrei più sentire.