Dentro o fuori

[Flussi]

Non è una questione di su o giù, più alto o più basso.

È una questione di dentro o fuori.

All’interno di un insieme – tondo, giallo, definito come quelli sui libri di scuola – o fuori, nel resto della pagina al cui termine c’è una cascata altissima.

Dentro quel cerchietto immaginario, ma sensibile – occhi, orecchie, naso, lingua, pelle –, accade tutto. I fuochi d’artificio e le campane del mattino, i profumi delle ginestre e i canti dei cuculi, le urla di rabbia e le urla d’orgasmo, il silenzio, le risate, la paura, l’estasi.

Ma di tutto ciò niente saprai finché non entrerai dentro. Dentro te, dentro ciò che vuoi.

Addosso

[The One]

A volte basta poco

una piccola cosa

come cambiare l’ammorbidente

per averti sempre addosso.

A volte conta molto

notare le piccole cose

come una molletta sul comodino

per vederti sempre addosso.

A volte servono i sogni

che sommano piccolo e grande

che uniscono tempi e colori

per sentirti sempre addosso.

Cieli spinati

[Flussi]

Lavoriamo disperatamente per costruire cieli spinati, belli oltre le ferite, resi volontariamente intoccabili dalle barriere autoprodotte. Fondali tensivi graffiati dall’opera della nostra paura, destinazione a cui aspirare senza il desiderio di arrivarci.

Una vita a rinchiudere i nostri stessi corpi in un recinto di guerre, nidi di mitragliatrici animali, raffiche di istinti autodistruttivi.

Non venire a mostrarci i nostri limiti lesivi, palmi aperti sulla nostra carne viva, saresti trivellato a morte dalle nostra scuse; lacrime di giustificazioni proiettili fini senza fondo che ci si ritorcono contro.

Siamo i fautori della nostra bellezza e carcerieri del sogno del bambino.