Ho chiesto indicazioni per un negozio di bussole

[Varietà]

Il contenuto che leggerete è stato ispirato dalla parola DISORIENTAMENTO. Il progetto #scritturadesecuzione consiste nel pubblicare a cadenza settimanale (solitamente il lunedì) un testo/poesia ispirato da una parola comune. Questa settimana partecipano: @alicenonsa, @aritmia_poetica, @bostikdisillusioned, @cm.wr, @gabbianigrassifoglivolanti, @hotel_caracas_cc, @iosonorainmaker, @mes.chers.souvenirs, @respiro_nero. Tutti i testi sono visibili all’hashtag #scritturadesecuzione. Progetto nato su Instagram.

– Benvenuto, cosa posso fare per lei?

– Buongiorno, avrei bisogno di acquistare una bussola nuova e mi hanno detto di venire qui.

– La sua dove l’ha messa?

– L’ho prestata.

– Raramente le bussole tornano ai proprietari, lo sa vero?

– Lei dice?

– Si fidi, ne ho visti tanti come lei.

– Posso semplicemente comprarne un’altra?

– Non è così banale sa? Non è che si sceglie una bussola qualsiasi dallo scaffale, si paga e si va via per la propria strada.

– Non la seguo.

– Questo mi pare ovvio nella sua condizione. Una cosa del tipo “non è il mago che sceglie la bacchetta, è la bacchetta che sceglie il mago”. Ha presente?

– Mi sta confondendo.

– È normale per uno nel suo stato.

– Senta, io ho bisogno di una bussola, questo senso di disorientamento mi fa girare la testa, non so più da che parte girarmi, perdo continuamente il filo del discorso e vedo anche leggermente sfocato.

– Lei mi pare un brav’uomo, quindi sarò sincero. In questo negozio di bussole non vendiamo bussole; ma posso darle questa.

– Una valigetta?

– L’apra.

– Una bottiglia da 33cl di Que Serà Serà artigianale? Non peggiorerà la situazione?

– No, se non ne abusa. Le permetterà di rilassarsi, giusto un poco, per viversi e godersi queste sensazioni.

– Un barattolo di crema di Parole Dolci, non sarà stucchevole?

– La spalmi su un paio di Fette Sussurrate, mi saprà dire.

– Un paio di occhiali modello LostInYourEyes? Sono costosi.

– È un omaggio di qualità, filtrano i pensieri e mettono a fuoco le pupille di chi si ha di fronte.

– Ma questa… è quello che penso? Non era illegale?

– Non alzi la voce, per carità! Mi prometta di non raccontarlo in giro… Voglia di Essere Felice, purissima. Ho i miei fornitori di fiducia.

– Non so, mi sono sempre tenuto lontano da questo genere di cose…

– Si tratta di roba potente, so che può far paura vista così. Ma è di primissima qualità, mi creda. Libera la mente, amplifica il sorriso, stimola la creatività. L’unica controindicazione è che rende estremamente vulnerabili.

– E se qualcosa, all’apice del suo effetto, mi mandasse in mille pezzi?

– In quel caso può utilizzare quello lì.

– S-consapevolezza?

– “S” sta per scotch. Se ne dà un bel giro intorno vita e vedrà che riuscirà a tenere tutto insieme.

– La ringrazio… credo. Io andrei allora. Di là, giusto?

– Sì, di là. Vede? È già sulla buona strada.

– Già… arrivederci.

– Spero di no per lei.

Cuccurucucù

[Varietà]

Il contenuto che leggerete è stato ispirato dalla parola CURA. Il progetto #scritturadesecuzione consiste nel pubblicare a cadenza settimanale (solitamente il lunedì) un testo/poesia ispirato da una parola comune. Questa settimana partecipano: @alicenonsa, @aritmia_poetica, @bostikdisillusioned, @cm.wr, @gabbianigrassifoglivolanti, @hotel_caracas_cc, @iosonorainmaker, @respiro_nero, @sibilodivento. Tutti i testi sono visibili all’hashtag #scritturadesecuzione (valido per Instagram).

Accurata cura

scure che cala sul chiaroscuro del cuore

mercurio curvo sul cursore

incurante dell’escursione

decurta la trascuratezza

curiosa rassicura, assicura, sicura.

[Musica, scontata, suggerita per la lettura: Franco Battiato – La Cura]

La donna che viaggiava sulle scarpe rosse

[Varietà]

Il contenuto che leggerete è stato ispirato dalla parola SIRENA. Il progetto #scritturadesecuzione consiste nel pubblicare a cadenza settimanale (solitamente il lunedì) un testo/poesia ispirato da una parola comune. Questa settimana partecipano: @alicenonsa, @aritmia_poetica, @bostikdisillusioned, @cm.wr, @gabbianigrassifoglivolanti, @hotel_caracas_cc, @iosonorainmaker, @laragazzachecorreconilupi, @respiro_nero, @sibilodivento. Tutti i testi sono visibili all’hashtag #scritturadesecuzione (valido per Instagram).

Viaggiava su un paio di scarpe di un rosso consumato, non le slacciava mai. Senza stagioni, zuppe d’acqua o stinte dal sole, la portavano a migliaia di bivi, ne spingevano i piedi per chilometri, poi sostavano penzoloni su una panchina troppo alta.

Non aveva gambe lunghe ma una lunga lista di desideri che declamava a testa alta. “Udite, udite! So cosa voglio e non ho paura di cercarlo!” e intanto camminava, osservava e aspettava.

Non è importante il colore dei suoi capelli, sappiate solo che era esattamente la sfumatura di cui avreste avuto bisogno.

Volete proprio che vi parli dei suoi occhi? E privarvi così del senso di apnea che precede il tuffo dalla scogliera?

Vi dirò solo che le sua mani parevano avere l’ineluttabile capacità di adattarsi agli incavi delle dita alle quali si sarebbero strette.

Non l’ho mai vista svestita ma so che sul fianco portava il tatuaggio di una sirena; avete presente, una di quelle old style, bordi spessi e colori da astuccio delle scuole elementari.

Come lo so, dite?

Di quella sirena ne potevo sentire il canto.

L’ansia è mortale

[Varietà]

Il contenuto che leggerete è stato ispirato dalla parola ANSIA. Il progetto #scritturadesecuzione consiste nel pubblicare a cadenza settimanale (solitamente il lunedì) un testo/poesia ispirato da una parola comune. Questa settimana partecipano: @alicenonsa, @laragazzachecorreconilupi, @iosonorainmaker, @hotel_caracas_cc, @gabbianigrassifoglivolanti, @sibilodivento, @aritmia_poetica. Tutti i testi sono visibili all’hashtag #scritturadesecuzione (valido per Instagram).

L’ansia è mortale.

Ottura i pori, secca la fronte, incrocia gli occhi, incrosta il naso, desertifica la bocca, gelatinizza le braccia, inumidisce i palmi, spreme i polmoni, affossa lo sterno, accartoccia lo stomaco, gonfia l’ombelico, fa appassire l’inguine, cementifica le cosce, sfalda le rotule, inarca i piedi.

L’ansia uccide ogni singolo organo del corpo.

L’ansia è mortale.

Quindi, per definizione, ha un inizio, una vita, un’evoluzione, una fine, un funerale. È mortale com’è mortale chi la partorisce, la cresce, la nutre, la vive.

Se l’ansia è mortale allora può essere uccisa.

Se può essere uccisa è necessario scoprire quale arma è più efficace.

Se l’arma è efficace l’ansia è mortale, è morta.

Il paradosso del piccione

[Varietà]

Il contenuto che leggerete è stato ispirato dalla parola PARADOSSO. Il progetto #scritturadesecuzione consiste nel pubblicare a cadenza settimanale (solitamente il lunedì) un testo/poesia ispirato da una parola comune.Questa settimana partecipano: @una_goccia_di_pioggia, @lasognatricedelnullapoesia, @alicenonsa, @iosonorainmaker, @gabbianigrassifoglivolanti, @hotel_caracas_cc, @laragazzachecorreconilupi, @respiro_nero. Tutti i testi sono visibili all’hashtag #scritturadesecuzione (valido per Instagram).

Se io fossi dotato d’ali credi veramente che passerei tutto quel tempo a terra, ad attraversare la strada accelerando all’ultimo secondo per non essere investito, ad accontentarmi delle briciole cadute a terra?

Volerei, invece, alla ricerca di tutte le sfumature di cielo esistenti; collezionerei paesaggi e volti, climi e granelli di sabbia; coglierei direttamente dalle piante i frutti locali, assaggerei ogni cibo purché cucinato dalle vecchiette del posto; dormirei in ogni condizione possibile, ascolterei musiche e onde, tasterei pelli e rocce.

Sempre in movimento, spesso fermo a respirare.

Occhi aperti a tutti i colori, occhi chiusi per sentire meglio gli odori.

Intanto quel piccione cammina sull’asfalto, aspetta il rosso e non si scansa. Ha tutto e non usa niente.

E se fossi già dotato d’ali e non me ne fossi ancora accorto?

Effetti del caffè

[Varietà]

Il contenuto che leggerete è stato ispirato dalla parola CAFFÈ. Il progetto #scritturadesecuzione consiste nel pubblicare a cadenza settimanale (solitamente il lunedì) un testo/poesia ispirato da una parola comune. Questa settimana partecipano: @una_goccia_di_pioggia, @lasognatricedelnullapoesia, @alicenonsa, @iosonorainmaker, @gabbianigrassifoglivolanti, @hotel_caracas_cc, @laragazzachecorreconilupi, @respiro_nero. Tutti i testi sono visibili all’hashtag #scritturadesecuzione (valido per Instagram).

Esistono sensazioni che solo il caffè è in grado di darmi.

Un breve scatto di adrenalina psicosomatica; dieci minuti di pausa da qualsiasi pensiero o azione; una scelta variopinta di cui percepisco a stento le differenze; un calore momentaneo alto due dita; un gusto dolceamaro, persistente.

Eppure, mento.

Perché la stessa scossa la ricevo dopo un tuo messaggio nel dormiveglia.

Perché la stessa sospensione dalla routine la vivo quando mi guardi dal basso con quegli occhi al caramello salato.

Perché la stessa confusione cromatica me la danno i tuoi vestiti, che sembrano cuciti solo per stare sulla tua pelle e mi sembrano tutti bellissimi allo stesso modo.

Perché lo stesso bollore lo sento quando, geloso delle labbra, il tuo bacino si incolla al mio.

Perché la stessa sensazione mi resta sulla lingua quando ti penso: dolce perché hai preso il mio stomaco e gli hai agganciato due palloncini gonfi d’elio; amara perché l’hai lasciato volare via senza seguirlo tra le nuvole; persistente perché nonostante il nostro incontro sia durato una manciata di minuti, il tango che abbiamo ballato non può svanire tra le note di un musicista di strada.

La finestra deve rimanere aperta

[Varietà]

Il contenuto che leggerete è stato ispirato dalla parola FINESTRA. Il progetto #scritturadesecuzione consiste nel pubblicare a cadenza settimanale (solitamente il lunedì) un testo/poesia ispirato da una parola comune. Questa settimana partecipano: @una_goccia_di_pioggia, @lasognatricedelnullapoesia, @alicenonsa, @iosonorainmaker, @gabbianigrassifoglivolanti, @hotel_caracas_cc, @laragazzachecorreconilupi, @respiro_nero. Tutti i testi sono visibili all’hashtag #scritturadesecuzione (valido per Instagram).

Negli occhi del ragazzino scorreva lento il paesaggio della città, filtrato attraverso il vetro della macchina. Accanto a lui il padre guidava placido, ossequiando la segnaletica e le buone norme stradali.

L’uomo parlò senza preavviso, sintetico e diretto come era spesso, senza staccare gli occhi dalla strada.

Mi raccomando quando esci. Dai sempre un occhio a cosa ti succede attorno. Le altre persone, le uscite di sicurezza. È importante avere la situazione sotto controllo.

Semaforo rosso, freni che fischiano, breve pausa, cenno d’assenso.

– Tieni sempre aperta una finestra sulla razionalità, qualsiasi cosa tu faccia.

Semaforo verde, marcia che scala, chiusura del discorso, cenno d’assenso.

Quella finestra il ragazzino non l’avrebbe chiusa mai più, neanche in caso di pioggia forte con raffiche di vento; sembrava un consiglio importante.

La tenne aperta durante ogni uscita serale, ogni vacanza tra amici, ogni approccio amoroso, ogni decisione lavorativa.

La finestra deve rimanere aperta.

Il ragazzino, divenuto giovane uomo, grato del consiglio paterno e conscio delle buone intenzioni che lo accompagnavano, vide entrare da quella finestra delle domande.

E se quella finestra, ogni tanto venisse chiusa, cosa accadrebbe?

E se tenendo quella finestra sempre aperta certe emozioni non avessero il coraggio di farsi vedere?

E se quella finestra aperta impedisse al giovane uomo di vivere situazioni, sensazioni, lacrime, brividi?

E se quella finestra fosse ormai impossibile da chiudere?

Sarebbe sufficiente accostarla un po’?