Poche parole

[Flussi]

Poche parole, di quelle giuste, che si tengono la mano una accanto all’altra, che messe in fila formano uno skyline perfetto; solo poche parole, un’elemosina richiesta al vento, nella perenne attesa di un treno che non arriverà mai.

Un viaggio senza meta alla ricerca di quel paesaggio di parole,

rincorrendo la propria schiena,

a braccetto con i propri demoni,

nel silenzio di una carrozza vuota,

nel vuoto di un foglio bianco.

Poche parole, di quelle giuste, dammele tu,

tu che puoi,

tu che vuoi.

Ultime volontà

[Flussi]

Serate d’inutilità, orari di lavoro protratti su tavole unte di sorrisi, mentre il cervello alterna corrente correndo altrove cercando salvezza nell’uniformità, nella ripetizione, nel sottofondo della constatazione del decesso.

Tra le mani la boccia del tempo si scuote da sola e perde un secondo, un minuto, uno ancora.

Nella conta dei giorni rientrano migliaia di ore passate su un videogioco senza divertimento che si riavvia, non si salva, toglie il sonno e fa calare la vista, mentre rincorri un Boss-di-fine-livello randomico che ha sempre e solo la tua faccia. Lo uccidi e ricominci, ti ricerchi, ti ritrovi, ti riuccidi. Ricominci.

Mollo tutto.

Non posso.

Scelgo altro.

Non posso.

Nuove strade.

Non posso. Cosa voglio? Voglio vivere, che poi muoio.