Rigidità

[Flussi]

Cubi mentali, pareti trasparenti su cui rimbalzano sinapsi illividite dalle botte infantili.

Danni generazionali con cui ognuno deve fare i conti, anche chi non vuole, anche chi non lo sa.

Mute crisi relazionali espresse in abbracci artici, parole senza forma che sgorgano dagli occhi, affogano tra le lacrime, soffocano nei silenzi.

Il tempo cristallizzatore e la pigrizia autoconservativa, in uno statico girotondo demoniaco senza fine, in perenne accelerazione verso il momento successivo.

I legacci che stringono lingue e cuori, ancorati alla soggettiva storia cerebrale di ognuno, pregando per un intervento chirurgico di rimozione emotiva forzata.

Sotto i piedi, intanto, scorrono fluidi i giorni.

Equilibrio

[Varietà]

Un sabato invernale.

Il cielo striato di grigi carichi di lacrime.

La sabbia gelida come neve, i piedi ghiacciati da non sentire più le dita.

Il mare a riposo mosso dal russare del vento.

Nel mezzo del quadro una vela fosforescente. Densa e obliqua pende e ritrova l’equilibrio, come in un costante bisogno di smarrimento.

Dentro o fuori

[Flussi]

Non è una questione di su o giù, più alto o più basso.

È una questione di dentro o fuori.

All’interno di un insieme – tondo, giallo, definito come quelli sui libri di scuola – o fuori, nel resto della pagina al cui termine c’è una cascata altissima.

Dentro quel cerchietto immaginario, ma sensibile – occhi, orecchie, naso, lingua, pelle –, accade tutto. I fuochi d’artificio e le campane del mattino, i profumi delle ginestre e i canti dei cuculi, le urla di rabbia e le urla d’orgasmo, il silenzio, le risate, la paura, l’estasi.

Ma di tutto ciò niente saprai finché non entrerai dentro. Dentro te, dentro ciò che vuoi.

Berlino 1

[In viaggio]

Hai uno spirito nuovo e un tono immenso, eppure non ti sento.

Hai tele grigie a disposizione di colori nuovi, forme quadrate a disposizione di pensieri tondi, spazi ampi a disposizione di mille piccole vite, eppure non ti sento.

Ho voglia di rivederti, ho voglia di mostrarti, ho voglia di leggerti e di ascoltarti, eppure non ti sento.