E invece 10

[Varietà]

Mi pareva

un tuffo nella condensa

un’immersione nel Crystal Ball

un sogno in apnea

una falla stomatidrica

un risveglio in umido

una notte sul bagnasciuga

e invece avevo

sbavato sul cuscino.

Niente di più

[Flussi]

Vorrei tuffarmi in un vortice, uno di quelli tanto grandi da essere ricordati nella mitologia, e abbandonarmi a lui, a ogni sua direzione.

Lascerei le braccia molli, la testa ciondoloni e mi farei guidare nella sua profondità, figlio suo, senza fare domande, senza darmi risposte.

Vorrei tuffarmi in un vortice e non risalire a galla mai più, restare giù, dove l’acqua è più blu.

Sale

[The One]

Fermi così,

a prenderci la pioggia

su uno scoglio di sale,

lo stesso sale sulle radici dei tuoi capelli,

immersi nei – Ti amo –

sazi dei profumi bevuti dal collo

avviluppati negli occhi

– Lo sapevi che i tuoi occhi al mare cambiano colore?

– No, raccontameli.

– Sai di sale.

– Sei tutto.

Punta nera

[The One]

Quella curva nera e stretta,

dove affondano quei tramonti,

quelli che meriterebbero un altro nome;

brillii e il vento della caduta,

giù, fino all’acqua

tra le macchie del fondale.

Ti porterò lì,

ché dobbiamo vedere insieme

quella memoria eterna;

ché voglio essere con te,

ridisegnare i tramonti

annegare negli sguardi .

Eppure anche lontani,

senza neanche una stilla di salsedine,

strizzo gli occhi e guardo l’orizzonte,

ché ogni giorno con te

è una giornata di mare.

Meduse al soffitto

[Flussi]

Siamo un po’ così, come meduse appese al soffitto. Ci dimeniamo nel mezzo di una corrente indomabile, ancorati al nostro filo per timore di cascare giù, per timore di farci male.

Urticanti gelatine che guardano il mondo attraverso il loro corpo semitrasparente, lucidi di sudore, pallidi di senso di colpa; siamo la peggiore creazione delle nostre stesse paure, siamo la peggiore risposta alle nostre stesse domande.

Illusi di conoscere il mare, convinti di avere il diritto di controllarlo e modellarlo sulle nostri mollezze, certi di essere capaci di farlo. Figli di arroganze secolari e di credenze fatiscenti ondeggiamo, scivoliamo uno sull’altro per tutta la vita, solo per arrivare infine su una spiaggia, e lì scioglierci al sole.

Tallinn 1

[In viaggio]

Il panorama da una panchina.

Solo una ragazza che legge

una voce di donna che canta in sottofondo

uno schizzo maldestro sul quaderno

e una promessa a me stesso:

non dimenticare mai

il cielo di Helsinki

le pietre di Tallinn.

Sinfonia epiteliale

[The One]

Tra le note della tua pelle bruciata dal sole

risuonano fragranze in chiave di Sol

in un sottofondo di salsedine pizzicata dal vento

pomodori bagnati nell’acqua del mare

un affumicato come la sauna delle terme

paglia calda

legno bruciato

e poi un acuto dolce

forse mandorla

no, ciliegia

oppure i tuoi occhi semichiusi

il tuo sorriso accennato

e le nostre labbra che si chiamano.

Marzamemi 1

[In viaggio]

Esiste un gatto color Marzamemi.

Spunta da un vicolo ma non lo vedi, si confonde con i muri, prende il colore delle pietre.

Miagola appena, il giusto da farti credere di averlo sentito, senza però dartene la certezza.

Salta soffice sui tetti, guarda il mare muovendo la coda al ritmo delle onde, sta fermo ore.

Tutti i cani lo conoscono, tutti i gatti lo rispettano, tutti i topi lo esorcizzano.

Esiste un gatto che non vedrai mai, ma se passerai da casa sua sarai quasi convinto del contrario.

Esiste un gatto e lo chiamerò Marzamiao.

Equilibrio

[Varietà]

Un sabato invernale.

Il cielo striato di grigi carichi di lacrime.

La sabbia gelida come neve, i piedi ghiacciati da non sentire più le dita.

Il mare a riposo mosso dal russare del vento.

Nel mezzo del quadro una vela fosforescente. Densa e obliqua pende e ritrova l’equilibrio, come in un costante bisogno di smarrimento.