Galleggiare

[Varietà]

Nascosti all’ombra di una statua

due ragazzi si baciano

nascosti dallo sguardo dei passanti

due amanti si immergono

annaspano

quasi annegano

poi si toccano

e scoprono che facendo il morto si rimane a galla

basta trattenere un po’ di fiato

nei polmoni

basta trattenere un po’ di emozioni

nelle costole

e quella bolla li tiene su

li fa respirare

nascosti da occhi

che non siano i loro.

Specchio

[Varietà]

Giro giro il mondo

sopra un condor

punto la preda

prima che mi veda.

Viro viro appena

e la iena

ride vigliacca

per la mia disfatta.

Giro giro in tondo

tocco il fondo

gratto la melma

riesumo una salma.

Miro miro il morto

fiato corto

denti sul collo

mi stringe lo sciacallo.

Sale

[The One]

Fermi così,

a prenderci la pioggia

su uno scoglio di sale,

lo stesso sale sulle radici dei tuoi capelli,

immersi nei – Ti amo –

sazi dei profumi bevuti dal collo

avviluppati negli occhi

– Lo sapevi che i tuoi occhi al mare cambiano colore?

– No, raccontameli.

– Sai di sale.

– Sei tutto.

Filibustiere

[Varietà]

Tu,

ribaldo filibustiere!

Fatti avanti maledetto

sul ponte di questa bagnarola

ti sfido a mortal duello

a colpi di gomito e bicchiere.

Corpo di mille falene

che volano in cerchio smarrite

sulla cassa del merlo

e una bottiglia di drum!

Sento la sete che incombe

sento la vela che strappa

vedo la botte che straripa

vedo la notte che impiomba.

Tu,

ribaldo filibustiere!

Posa le armi per un secondo

e guarda le stelle con me

saremo amici per una cometa soltanto

almeno finché

navigheremo insieme in questo mare di rum.

Uno di tutto

[The One]

Una notte

una luna

una stella, una sola, immersa nel mare nero, solcato da

una nuvola galeone.

Un accendino

una canna che arranca semispenta

un bicchierino di grappa al moscato

un brindisi, uno ancora.

Un mondo condiviso

un intreccio di dita peccaminose

uno di tutto, per noi che siamo tutto e

uno.

Siena 1

[In viaggio]

La prima immagine che conservo di te è la discesa che da San Domenico porta verso il tuo cuore.

Sei tutta lì. In uno scorcio, uno spacco di coscia, mostri tutto il tuo meglio. Tetti, righe e torri ammucchiati tra le curve dei seni, pietra liscia e terra che ti fanno da trucco, ricordi e sorrisi come nuvole di profumo. Da lì, incorniciata in una piccola sezione di cielo, sei più bella che mai.

Mi manchi, ma ti ritrovo sempre nelle scorciatoie, nelle cantilene, nelle luci della sera. Ci stendiamo uno sull’altra in quella piazza che sai, quella che rivedo sempre passando dall’entrata della prima volta, quando, sceso l’ultimo gradino, il fiato si tuffò ai piedi.

Mi manchi, ma so che sei lì e tu sai che io, presto o tardi, tornerò.

Phon

[The One]

La porta del bagno, semiaperta, ritaglia una fetta di luce lungo la quale il tuo nudo si modella, corpo di violino, mentre a testa in giù ti asciughi i capelli, cascata d’onice, e tutti gli angoli della stanza sono colmanti dal rumore del phon acceso.

Io, a letto, ti guardo e poi scrivo, finché non mi raggiungi, ti stendi sulla mia schiena, mi baci e facciamo l’amore.

Open space

[Flussi]

Siamo nel nulla cosmico di una sala riunioni, siamo nel nulla comico di celle virtuali.

Siamo incastrati in bottoni di finto avorio, siamo zuppi di inadeguatezza fino al collo.

Siamo in coda in attesa di un bonifico, siamo sulle zampe in attesa di un bocconcino.

Siamo parte di un ingranaggio che ci macina mentre guarda davanti a sé, lo sguardo fisso sul TG.

Siamo i carcerieri del nostro stesso pensiero, che nuota in tondo in una boccia di vetro, mentre le sue urla si perdono nel vuoto di un open space senza più posti a sedere.

La luna del pescatore

[Varietà]

In una notte nera di rimorsi

un pescatore

sulla punta degli scogli

lancia l’amo al cielo

pare che voglia pescare la luna

o almeno il suo riflesso

o almeno il suo ricordo.

Bruciato di fatica

ebbro di follia

sopravvive così un’altra notte

e la mattina

quando sparisce il suo amore

si distende sulla rena

apre le braccia, piange e canta.