Open space

[Flussi]

Siamo nel nulla cosmico di una sala riunioni, siamo nel nulla comico di celle virtuali.

Siamo incastrati in bottoni di finto avorio, siamo zuppi di inadeguatezza fino al collo.

Siamo in coda in attesa di un bonifico, siamo sulle zampe in attesa di un bocconcino.

Siamo parte di un ingranaggio che ci macina mentre guarda davanti a sé, lo sguardo fisso sul TG.

Siamo i carcerieri del nostro stesso pensiero, che nuota in tondo in una boccia di vetro, mentre le sue urla si perdono nel vuoto di un open space senza più posti a sedere.

Siamo finti

[Varietà]

Siamo pelle di serpente, traslucidi bastardi senza fissa dimora.
Ci muoviamo molli, in preda a convulsioni economiche, sperando di non raggiungere mai la meta.
Sputiamo risate fatte di tasti di pianoforte, folate di lenzuola a pagamento ci tengono freddo durante inverni eterni.
Sbattiamo porte nel vuoto cosmico mentale, fracassiamo pugni contro pareti mai pronunciate.
Siamo frasi buttate per riempire buche cimiteriali, senza volume e senza voglia di farsi ascoltare.
Siamo il fischio nelle orecchie, abbastanza forte da impedire il sonno, abbastanza debole da non essere percepito da nessun’altro.
Siamo il senso di colpa che stringe la gola, sottofondo di ogni giornata che passa senza una risata stracciaguance.
Siamo niente travestiti da qualcosa.
Siamo finti e tutto lo sanno.