[Varietà]
Il contenuto che leggerete è stato ispirato dalla parola SIRENA. Il progetto #scritturadesecuzione consiste nel pubblicare a cadenza settimanale (solitamente il lunedì) un testo/poesia ispirato da una parola comune. Questa settimana partecipano: @alicenonsa, @aritmia_poetica, @bostikdisillusioned, @cm.wr, @gabbianigrassifoglivolanti, @hotel_caracas_cc, @iosonorainmaker, @laragazzachecorreconilupi, @respiro_nero, @sibilodivento. Tutti i testi sono visibili all’hashtag #scritturadesecuzione (valido per Instagram).
Viaggiava su un paio di scarpe di un rosso consumato, non le slacciava mai. Senza stagioni, zuppe d’acqua o stinte dal sole, la portavano a migliaia di bivi, ne spingevano i piedi per chilometri, poi sostavano penzoloni su una panchina troppo alta.
Non aveva gambe lunghe ma una lunga lista di desideri che
declamava a testa alta. “Udite, udite! So cosa voglio e non ho paura di
cercarlo!” e intanto camminava, osservava e aspettava.
Non è importante il colore dei suoi capelli, sappiate
solo che era esattamente la sfumatura di cui avreste avuto bisogno.
Volete proprio che vi parli dei suoi occhi? E privarvi
così del senso di apnea che precede il tuffo dalla scogliera?
Vi dirò solo che le sua mani parevano avere l’ineluttabile
capacità di adattarsi agli incavi delle dita alle quali si sarebbero strette.
Non l’ho mai vista svestita ma so che sul fianco portava
il tatuaggio di una sirena; avete presente, una di quelle old style, bordi
spessi e colori da astuccio delle scuole elementari.
Come lo so, dite?
Di quella sirena ne potevo sentire il canto.