A ottobre il granello di sabbia

[Flussi]

A ottobre il granello di sabbia racconta una storia diversa da tutti gli altri mesi dell’anno.

A ottobre il granello di sabbia è umido e fresco, esausto del calore estivo e intirizzito dalle nottate sempre più fresche; è fine e morbido, consumato da migliaia di suole, piedi, zampe. Ne rimane solo un nucleo, l’anima profonda di un granello di sabbia.

A ottobre il granello di sabbia non è più spiaggia ma malinconia mista a gratitudine. Ha un’ombra allungata e un fiato che ti rinfresca.

A ottobre se scavi con i piedi nella sabbia non stai cercando l’acqua: stai cercando te stesso.

Titoli di coda

[Varietà]

Lo schermo scurisce, la musica sfuma.

Un sospiro che dura il tempo necessario per rivivere le immagini, le voci, le luci.

Il silenzio di un momento, sufficiente per capire che un’altra pellicola si è spellata, memorie nuove si sono incagliate nella testa; quella scena, quella scena che ci racconteremo mille volte per scaldarci.

Dall’alto del rettangolo scuro cascano i primi titoli di coda, inizialmente rispettosi, poi scroscianti.

Tutt’intorno le persone si alzano e guadagnano l’uscita, dove le attende la routine del rientro.

Io, ogni volta che arrivo a questo punto, resto seduto. Mi scavalcano le gambe per uscire mentre fisso lo schermo.

Spero sempre in un’altra piccola scena, un colpo di pinna di ciò che sta finendo, ciò di cui non voglio perdermi neanche un secondo.

Resto qui e attendo. Guardo l’estate che si spegne e l’autunno che l’accompagna lontano.