[Varietà]
Lo schermo scurisce, la musica sfuma.
Un sospiro che dura il tempo necessario per rivivere le
immagini, le voci, le luci.
Il silenzio di un momento, sufficiente per capire che
un’altra pellicola si è spellata, memorie nuove si sono incagliate nella testa;
quella scena, quella scena che ci racconteremo mille volte per scaldarci.
Dall’alto del rettangolo scuro cascano i primi titoli di
coda, inizialmente rispettosi, poi scroscianti.
Tutt’intorno le persone si alzano e guadagnano l’uscita,
dove le attende la routine del rientro.
Io, ogni volta che arrivo a questo punto, resto seduto.
Mi scavalcano le gambe per uscire mentre fisso lo schermo.
Spero sempre in un’altra piccola scena, un colpo di pinna
di ciò che sta finendo, ciò di cui non voglio perdermi neanche un secondo.
Resto qui e attendo. Guardo l’estate che si spegne e l’autunno
che l’accompagna lontano.