Ultime volontà

[Flussi]

Serate d’inutilità, orari di lavoro protratti su tavole unte di sorrisi, mentre il cervello alterna corrente correndo altrove cercando salvezza nell’uniformità, nella ripetizione, nel sottofondo della constatazione del decesso.

Tra le mani la boccia del tempo si scuote da sola e perde un secondo, un minuto, uno ancora.

Nella conta dei giorni rientrano migliaia di ore passate su un videogioco senza divertimento che si riavvia, non si salva, toglie il sonno e fa calare la vista, mentre rincorri un Boss-di-fine-livello randomico che ha sempre e solo la tua faccia. Lo uccidi e ricominci, ti ricerchi, ti ritrovi, ti riuccidi. Ricominci.

Mollo tutto.

Non posso.

Scelgo altro.

Non posso.

Nuove strade.

Non posso. Cosa voglio? Voglio vivere, che poi muoio.

Sulla fretta di trovare una relazione

[Flussi]

Sensazioni, vibrazioni e flussi conducono la marcia senza consultare la cartina.

Bivi di malinconia colorati da addobbi festosi, crocevia obbligatori di un percorso dalla meta indistinta, passano e restano.

Quello che non riesco a capire è se siano desideri veri o prescia.

Forse si è inceppato qualcosa, forse le conferme che cercavo le ho avute e ora serve altro.

Paura di cosa? Del tempo che scorre? Delle occasioni che passano? Dell’abitudine alla superficialità del fine fisico?

Come al solito non lo so.

Non vedo strade sgombre, solo sale d’attesa.