Il vecchio con i sacchetti pieni di libri

[Varietà]

Per le strade tortuose di un paesone aggrappato alla schiena di una ripida collina, si aggirava senza meta un anziano signore. Procedeva a passo lento, compito, risoluto nel suo vagare perpetuo, per niente affaticato dal saliscendi che gli imponevano i viottoli, le scalette e i camminamenti del borgo. Dalla mattina alla sera i compaesani lo vedevano vagare, sempre in movimento, e nessuno di loro ne conosceva il nome o l’indirizzo di casa o l’anno di nascita, né sapevano se avesse figli o moglie o fratelli o qualche tipo di parente alla lontana.

L’anziano portava sempre con sé due buste della spesa, semitrasparenti, dalle quali si intravedeva un carico di libri ingialliti. Come due prolungamenti delle braccia i sacchetti non si staccavano mai dalle mani dell’uomo, ondeggiando insieme ai suoi passi, lenti e gravi come due pendoli gemelli.

Nessuno del paese sapeva dove fosse diretto il vecchio, né che libri trasportasse.

A chi gli chiedeva che libri fossero quelli che trasportava, lui rispondeva – Sono le storie del mondo.

A chi gli chiedeva dove portasse tutto quel peso, lui rispondeva – Li porto al sicuro.

A chi gli chiedeva se potesse regalargli, vendergli uno dei libri o anche solo fargli leggere qualche riga dalle pagine rinchiuse nelle buste di plastica, lui rispondeva – Le parole chiuse qui dentro non possono essere lette, ma solo immaginate.

Costante nel suo vagare e nelle sue risposte, il vecchio procedeva nel suo cammino finché un giorno…

Camminai via

[Varietà]

Una volta un vecchio mi disse di non smettere mai di camminare.

Me lo disse così, senza essere interpellato, senza un preambolo che lo giustificasse, senza neanche guardarmi in faccia.

Era un pomeriggio di maggio, il sole sorrideva al vento e il vecchio, seduto su una panchina verde, ruppe il silenzio tra noi.

– Non smettere mai di camminare finché le gambe ti reggono e hanno forza, finché potrai scegliere di muovere un passo, finché potrai esaudire un desiderio anche piccolo.

Non smettere mai di camminare fino alla curva successiva, ché non puoi sapere cosa si nasconda dietro e anche fosse nulla varrà sempre la pena andare a vedere di persona.

Non smettere mai di camminare neanche quando ti sembrerà di non avere più forze, neanche quando sarai esausto, sarà proprio quello il momento giusto per fare un passo in più.

Non smettere mai di camminare anche quando avrai l’impressione di non sapere dove stai andando, anche quando sembrerà di esserti smarrito, perché solo andando avanti ritroverai la tua via.

Non smettere mai di camminare perché io non posso più e non vorrei vederti sprecare neanche una briciola delle tue possibilità, ora che io ho esaurito le mie.

Non smettere mai di camminare perché può accadere che un giorno, al termine di una strada vuota e rugginosa di un porto di mare, girando intorno a un edificio diroccato, ti si schianti addosso un tramonto viola, adagiato su un mare di un colore che non esiste. –

Rimase fermo sulla panchina e io camminai via.