Buio 3

[Varietà]

Due mani farneticano febbrilmente

balbettano

danzano

convergono in girotondi frenetici su loro stesse

senza requie

senza appigli

alla mercé di polpastrelli curvi sotto il peso delle aspettative

ricercano la strada perduta, la pace decaduta

o anche solo un paracadute lanciato a tutta velocità verso un suolo che non si vede

e se non si vede

forse non esiste.

Proprio con quegli occhi lì

[The One]

Esco su balcone – è tornato il caldo –

prendi il sole su una sdraio da veri professionisti

mi guardi e sorridi – proprio con quegli occhi lì –

m’incanto – quegli occhi lì –

chiedo se vuoi un caffè

mentre tu non hai ancora messo via il tuo sorriso – e quegli occhi –

non rispondi

fai solo un cenno con la testa – si muove tutto, anche il mondo –

che no

non lo vuoi

però chiedi senza parlare

di starti vicino

proprio io

che vicino a quegli occhi lì è come essere al mare.

Buio 2

[Varietà]

Starnuti trattenuti disfano gomitoli di suoni
due orecchie si mettono sulle punte per farsi più alte
più capienti
allungano il collo verso un’idea di rumore ch’è solo loro
trattengono il fiato
si illudono
inventano suoni che non esistono pur di sentire qualcosa
qualcosa che irrompa nel fischio costante
che dilania il silenzio.

Buio 1

[Varietà]

Due occhi vagano alla ricerca di un appiglio
cavalcano crinali di tende
sospinti dal vento di respiri
sbirciano oltre il limite del percepibile
poi si tuffano nelle pieghe dei pensieri
annaspano
riemergono
chiedono un attimo per riprendersi
ma il tempo
statico nella mescia olesa del buio
non risponde
non fiata
osserva muto
due occhi persi.

Capaci

[The One]

Siamo capaci di meglio, lo sappiamo entrambi.

Siamo capaci di voli che Pindaro in confronto pare un abbrutito senza fantasia.

Siamo capaci di progetti che fanno apparire le piramidi il divertimento passeggero di un bimbo in spiaggia.

Siamo capaci di baci che farebbero venir voglia a Cupido di innamorarsi di noi.

Siamo capaci del meglio.

Purtroppo siamo anche capaci del peggio.

8 e 52

[The One]

Labbra bicolori

abbracci protesi

sulle tremila molle insacchettate di un letto disfatto.

Libercoli erotici

orsacchiotti senza naso

ai margini d’una stanza ovattata dal sole delle 8 e 52.

Desta dal sogno

sbadigli e sorridi

io conto i riflessi

dei nostri buongiorno.

Testa vuota

[Flussi]

Dentro questo palloncino

ho soffiato pensieri e dolori

vorticosi discorsi che posso percepire

ma che non so pronunciare

li sento sulla pelle

ne gusto forma e sapore

eppure spiegarli a parole, quello, proprio no.

Questo palloncino vola e sorvola

vorrebbe salire sempre più in alto

le vertigini non gli bastano mai

ma è attaccato a un collo stretto che lo tiene giù

di notte sogna un ago che lo faccia scoppiare

e liberi tutto quello che turbineggia

dentro questa testa vuota.

Spremiagrumi

[Flussi]

Spiegami un po’ il senso, quando tutto intorno è pianura, di voler per forza costruire una collina, che montagna non sarà mai, e che assomiglia più a un tumulo.

Spiegami un po’ il senso di questa spremitura ottusa, quando ormai è rimasto solo il bianco e la buccia si fa fina e fragile.

Spiegami un po’ il senso di continuare a scrivere, quando non si ha nulla da scrivere.

Dentro fuori

[The One]

La stanza colma di profumo

banane e spezie – quali spezie proprio non so –

la stanza – il bagno – lucida

e i capelli umidi

il tuo seno, lì.

Il balcone – arancio – carico di calore

– il sole picchia –

dalla finestra – la finestra del bagno –

uno spiraglio

tutto ciò che non vuole restare nella stanza esce

tutto ciò che è tuo

il profumo

le forme

il desiderio

si posa su di me.