Fette universali di quadrante

[Flussi]

Mi infastidiscono le grandi verità, come i grandi bestseller, i grandi successi mainstream.

Sottostare a regole che altri prima di me hanno bollato come infallibili fa scoppiettare il lato anticonformista e refrattario al già detto, già visto, già vissuto.

Proprio io dovrei essere prevedibile solo perché qualcun altro si è trovato in una situazione simile? Vadano pure in culo il soggetto, la situazione e il binario su cui dovrei correre.

Eppure.

Eppure a volta capita che i bestseller siano tali per un motivo valido, che il mainstream sia effettivamente opera d’ingegno notevole e che certe regole della vita si ripetano senza guardare in faccia i protagonisti.

Il punto è che forse è vero che c’è un tempo per tutto e non è vero che quel tempo possa essere così diverso da persona a persona.

Forse esistono delle fette di quadrante entro le quali dobbiamo oscillare per poter fare un passo avanti.

Che so: per elaborare un lutto tra i 3 mesi e i 3 anni.

Per perdere la fiducia di un amico tra i 3 secondi e l’ora e mezzo.

Per leggere un libro di lunghezza media tra le 12 ore e i 2 mesi.

Per finire un litro di birra tra i 1,3 secondi* e le 4 ore di chiacchiere. 

Per definire tale una scopata tra i 5 minuti della sveltina e le 3 ore del sì-ora-basta-eh.

Per la fine di un’importante relazione tra i 6 mesi e i 2 anni, 129 giorni, 6 ore, 47 minuti.

Per reputare idonea l’attesa tra un album musicale e l’altro tra i 6 mesi e il “ah, ma sono ancora vivi?”.

Per godere dello scambio d’amore tra genitore e figlio tra il primo sguardo in sala parto e una vita intera.

Ok, sì, bene.

Ciò non toglie che la cosa mi stia altamente sul cazzo.

Vorrei essere padrone del mio orologio, ma forse l’unica cosa che si può fare è scegliere il modello e il colore.

(* mi sono documentato NdA)

Portogallo 1

[In viaggio]

A Lisbona è nuvolo.

A Lisbona pioviggina.

A Lisbona spunta il sole.

A Lisbona il venticello fa chiudere la giacca.

A Lisbona il sole fa sudare e devi riaprire la giacca.

A Lisbona piove.

A Lisbona diluvia.

A Lisbona quando piove, se non hai le scarpe con il grip, a ogni passo rischi che l’osso sacro diventi osso blasfemo.

A Lisbona smette di piovere.

A Lisbona ricomincia a piovere.

A Lisbona il grigio sembra ovunque ma all’improvviso si squarcia d’azzurro.

A Lisbona si zizzola e devi tirare fuori la sciarpa.

A Lisbona devi guardare i muri.

A Lisbona Sali e scendi.

A Lisbona è rispuntato il sole.

A Lisbona, dopo soli 15 minuti, il concetto di sereno-variabile ha assunto tutto un altro significato.

A Lisbona la sera il cielo è azzurro, slavato, tenero.

A Lisbona domani fa bello.

Finchè non si rimette a piovere.