Solo è bello, solo è brutto

[Flussi]

Il rovescio della medaglia della solitudine sono le serate come questa.

Un senso di insofferenza e un’indistinta malinconia impastano la mente e la voglia, senza che ci sia modo di mitigarne gli effetti.

Fai qualcosa, qualsiasi cosa, perché dell’immobilismo temi lo sprofondare ancora più tetro. Esci, cammini, mangi. Vedi la gioia nei gesti degli altri e ti interroghi sulla tua.

Noti i piccoli gesti che avresti voglia di sentirti addosso e sorridi di sbieco.

In mille volti cerchi la possibile soluzione alla tua mancanza, ma non riesci ad accarezzarne neanche la coda dell’occhio.

Ingoi e mandi giù.

Questa notte passerà.

Sui nuovi sapori

[Flussi]

Scrivo di un cinismo che vuole scremare via l’acido, per far gustare solo la parte più gradevole, quella letteraria.

Scrivo di sensazioni vecchie con sapori nuovi, papille gustative più esperte che ricercando la bontà e il gusto nelle cose semplici come in quelle complesse.

Scrivo di tavoli apparecchiati per uno, ma sempre pronti ad aggiungere coperti, sedie ed esaltarsi nella condivisione vera.

Scrivo di nuovi menù, nuove certezze, nuove basi, che non dimenticano la tradizione, il passato.

Scrivo di pomodori.