Verde, giallo, rosso 2

[Varietà]

Seconda e ultima parte del breve racconto cominciato con il post di due giorni fa.

La terza macchina della coda ha il finestrino del conducente abbassato per metà, dall’apertura esce intermittente il fumo di una sigaretta. Il lavavetri allunga le braccia, mostrando la bottiglietta di plastica e la spazzola usurata. Dal finestrino spunta una mano con l’indice alzato che oscilla come un tergicristallo.

Il giovane inclina la testa, abbozza un sorriso. – Non ti do nulla, lascia stare – dice l’uomo seduto in macchina, poi aspira una boccata dal mozzicone. L’altro si avvicina alla portiera, allunga una mano – Per piacere, una moneta, per mangiare. – L’uomo sputa il fumo fuori dall’auto, poi si rivolge al ragazzo – Non ti do un cazzo. Non rompere i coglioni che già è una giornata di merda. – Il giovane non si muove di un millimetro né nella posizione né nell’espressione del viso – Amico per piacere, una piccola moneta, fame per i bambini – si porta la mano con cui regge la spatola e la bottiglietta verso il cuore. – Non me ne frega un cazzo, torna al tuo paese e non mi rompere i coglioni! – dice alzando la voce l’uomo in macchina – Non farmi incazzare, vattene e non rompere i coglioni. – Aspira un’ultima volta dalla sigaretta ormai finita e la fa volare fuori dal finestrino con un rapido gesto delle dita. Il mozzicone passa a qualche centimetro dalla spalla del ragazzo.

Verde. Il ragazzo si alza, si volta e si dirige verso il semaforo. Appoggia gli strumenti a terra, rovista in tasca e trova una sigaretta che si infila in bocca. La accende e mormora qualcosa nella sua lingua.

Verde, giallo, rosso 1

[Varietà]

Primo post dell’anno, primo tentativo di testo/racconto a puntate. Oggi la prima parte, tra due giorni la continuazione.
Nell’ottica dell’utilizzo “utile” dei social, sarebbe interessante avere pareri, oltre che sul testo, sulla forma del racconto a puntate (sì, no, boh?).

Un ragazzo si avvicina alla prima macchina della fila, alza le braccia, tiene una spazzola da vetri e una bottiglia di plastica tra le mani. Prima che possa fare qualcosa il conducente inserisce la marcia. I fari posteriori dei freni si spengono, l’auto avanza, si riaccendono un paio di metri più avanti. Il giovane sulla strada segue la vettura, si china verso il finestrino porgendo una mano a coppa. L’uomo seduto al posto di guida guarda dritto davanti a sé, muto e immobile.

Passa qualche secondo e il ragazzo si raddrizza, dirigendosi verso la seconda automobile della fila. Questa volta si sporge subito sul parabrezza e schizza sul vetro il liquido giallastro contenuto nella bottiglietta. Aldilà della trasparenza una donna urla – No! No! NO! – Accompagna l’intimazione con ampi gesti della mano che sembrano voler lavare il vetro dall’interno. Si agita, si sbraccia mentre il giovane insapona rapidamente la superficie e sorride. Di colpo il suo movimento viene interrotto dallo scatto elettrico dei tergicristalli azionati dalla donna. Lei adesso ha due occhi sottili, fissa il ragazzo che alza le braccia, fa il giro della macchina e si accosta al finestrino chiuso. La donna si ritrae, stringe il volante tra le mani, incrocia solo per un attimo lo sguardo del ragazzo – No! Vai via. – Fissa gli scatti delle spazzole che trovano un po’ di attrito verso fine corsa.

Il ragazzo non si muove, tocca il finestrino con un dito e accosta una mano con il palmo rivolto verso l’alto. Cerca il contatto visivo con la donna che si volta di scatto e urla – No! VAI VIA! – Urta con il braccio destro il centro del volante e il clacson emette un urletto improvviso. Il ragazzo si rialza con calma e prosegue.

[continua tra 2 giorni…]