La ricerca 5

[Varietà]

Una morbida schiumetta bianca si stava dissolvendo con tutta calma, mentre un giovane paguro riemergeva lesto dalla rena. Muoveva le zampe con decisione, lo sguardo fisso sull’obbiettivo, deciso a raggiungerlo prima della prossima onda. All’improvviso tutto si fece buio. Il paguro imprecò.

A qualche granello di distanza la bambina lanciava palettate di sabbia verso il bagnasciuga senza curarsi di chi avrebbero colpito, o ricoperto. La sua attenzione era tutta rivolta alla voragine sotto i suoi piedi e al progetto, immane nella sua testa, della buca che stava realizzando. Tra le mani una paletta, di quelle d’élite con manico di legno, affondava con foga nella sabbia, scavando all’interno dell’ovale che la bambina aveva disegnato con il piede.

Superato il primo velo di sabbia asciutta e abbrustolita dal sole, lo scavo era arrivato a uno strato più umido e solido, una grana più grossa, sassosa e scura pesava sul piatto della paletta e si ritrovava improvvisamente esposta ai raggi ultravioletti, sparsa senza troppa grazia lontana dalla fossa.

La bambina procedeva nei suoi movimenti frenetici senza guardarsi intorno, quando con un gesto deciso asportò una quantità di sabbia tale che dovette prendere il manico con entrambe le mani per poterla tirare fuori. Dal fondo della buca comparve dell’acqua.

La bambina fissò per qualche secondo il laghetto sotterraneo in miniatura, che pian piano erodeva i bordi di sabbia, prima di dare ancora un paio di palettate decise al fondo dello scavo. Il diametro dello specchietto d’acqua aumentò, ma in poco tempo fece crollare una porzione di bordo; la bambina piantò la paletta nella spiaggia asciutta, accanto alla buca, e si diresse contrariata verso il mare, calpestando un certo cumulo di sabbia dal quale si sentì distintamente provenire una maledizione in antico Pagurese.

Portogallo 4

[In viaggio]

L’oceano ha un suono diverso. Più profondo, più cupo, più potente. Chiede rispetto con vigore e mostra i muscoli alla terra.

Anche l’odore è differente. Sa di abissi e luoghi sconosciuti, selvaggio e naturale.

Mi chiedo come facciano le rocce e la sabbia a resistergli, a non cedere alla sua autorità, al suo amore carnale.

A ottobre il granello di sabbia

[Flussi]

A ottobre il granello di sabbia racconta una storia diversa da tutti gli altri mesi dell’anno.

A ottobre il granello di sabbia è umido e fresco, esausto del calore estivo e intirizzito dalle nottate sempre più fresche; è fine e morbido, consumato da migliaia di suole, piedi, zampe. Ne rimane solo un nucleo, l’anima profonda di un granello di sabbia.

A ottobre il granello di sabbia non è più spiaggia ma malinconia mista a gratitudine. Ha un’ombra allungata e un fiato che ti rinfresca.

A ottobre se scavi con i piedi nella sabbia non stai cercando l’acqua: stai cercando te stesso.

La donna che viaggiava sulle scarpe rosse

[Varietà]

Il contenuto che leggerete è stato ispirato dalla parola SIRENA. Il progetto #scritturadesecuzione consiste nel pubblicare a cadenza settimanale (solitamente il lunedì) un testo/poesia ispirato da una parola comune. Questa settimana partecipano: @alicenonsa, @aritmia_poetica, @bostikdisillusioned, @cm.wr, @gabbianigrassifoglivolanti, @hotel_caracas_cc, @iosonorainmaker, @laragazzachecorreconilupi, @respiro_nero, @sibilodivento. Tutti i testi sono visibili all’hashtag #scritturadesecuzione (valido per Instagram).

Viaggiava su un paio di scarpe di un rosso consumato, non le slacciava mai. Senza stagioni, zuppe d’acqua o stinte dal sole, la portavano a migliaia di bivi, ne spingevano i piedi per chilometri, poi sostavano penzoloni su una panchina troppo alta.

Non aveva gambe lunghe ma una lunga lista di desideri che declamava a testa alta. “Udite, udite! So cosa voglio e non ho paura di cercarlo!” e intanto camminava, osservava e aspettava.

Non è importante il colore dei suoi capelli, sappiate solo che era esattamente la sfumatura di cui avreste avuto bisogno.

Volete proprio che vi parli dei suoi occhi? E privarvi così del senso di apnea che precede il tuffo dalla scogliera?

Vi dirò solo che le sua mani parevano avere l’ineluttabile capacità di adattarsi agli incavi delle dita alle quali si sarebbero strette.

Non l’ho mai vista svestita ma so che sul fianco portava il tatuaggio di una sirena; avete presente, una di quelle old style, bordi spessi e colori da astuccio delle scuole elementari.

Come lo so, dite?

Di quella sirena ne potevo sentire il canto.