Sulla regolarità della scrittura 2

[Flussi]

Le parole non sono ingranaggi che, se arrugginiti, bevono olio e tempo al bancone del Bar della Pigrizia.

Le parole sono decisioni da prendere, scelte da fare.

“Fare o non fare non c’è provare” è sintetico e potente, benché inflazionato.

La seconda, o prima, domanda però è “volere o non volere?”, quello separa i gesti e ritaglia il tempo.

Che c’è, c’è sempre.

Finché non finisce.

Sulla regolarità della scrittura 1

[Flussi]

Ho già scritto questi caratteri, ho già pensato questi periodi, ciclico momento di euforia.

Godersi il lampo è d’obbligo ma non farlo scemare è dovere.

Domani troverai un’altra scusa, o forse no, o forse sì.

Il gesto deve vestire l’abitudine scrollandosi di dosso la sacralità dell’eccezione.

Eccezione è solo debolezza. Regola è forza.