Il colore del burrone

[Varietà]

Sul ciglio d’un orrido dondolano un paio d’occhi, si sporgono verso il buio, poi si tirano indietro.

Le sfumature d’un burrone cangiano di sguardo in sguardo, di pennellata in pennellata.

Una paura a setole dure stenderà colori rigidi, farà tremare muri e sciogliere gelati.

Un rimpianto a punta arrotondata ungerà lo sfondo con gocce lucide, accenderà lampioni irreali.

Una delusione dal pelo sintetico lascerà solchi carmini, incendierà felci secche e parole amare.

Una tristezza a rullo largo coprirà vuoti e singhiozzi, bagnerà federe e fogli bianchi.

Una rabbia dal manico di metallo gratterà il centro della tela, esploderà urla belluine nel silenzio.

Sul ciglio d’un orrido dondolano un paio d’occhi, si sporgono verso il buio, poi si lanciano nel vuoto e lo colorano.

Flipper urlatore

[Flussi]

L’inutilità di tutto questo, la totale autoreferenzialità, la stupidità di questa scrittura arrivano dritto in faccia, si fanno nausea e urla flipper nella testa.

Non si sentono altro che grida, risalgono e grattano gli ultimi denti, quelli più vicini al baratro nero della gola, che attira a sé tutto quanto.

Più in basso la macina dello stomaco trita tutto senza fermarsi, incandescente e disperata. Trita carne e lacrime, boli e respiri, trita pure sé stessa.

Accartocciato come un testo scartato, vagando nella rabbia, nebbia con le spine, urlando quando nessuno può sentire.