Addosso

[The One]

A volte basta poco

una piccola cosa

come cambiare l’ammorbidente

per averti sempre addosso.

A volte conta molto

notare le piccole cose

come una molletta sul comodino

per vederti sempre addosso.

A volte servono i sogni

che sommano piccolo e grande

che uniscono tempi e colori

per sentirti sempre addosso.

Senza rete

[Varietà]

Dondola, dondola trapezista, sopra l’asse guarda in basso, afferra piume, segue il corpo che ricerca ciò che ha perso.

Oscilla, oscilla trapezista, ricorda l’arroganza perduta, senza appoggio non comprende, non ragiona, non controlla.

Inciampa, inciampa trapezista, senza rete, incertezza, un’attesa non richiesta, rabbia cieca guarda in giù.

Balla, balla trapezista, sopra il dubbio, note nuove messe in discussione dal disequilibrio che conduce in un mondo migliore.

Ofelia

[Varietà]

Il contenuto che leggerete è stato ispirato dal personaggio di OFELIA. Il progetto #scritturadesecuzione consiste nel pubblicare a cadenza settimanale (solitamente il lunedì) un testo/poesia ispirato da un elemento comune. Questa settimana partecipano: @gabbianigrassifoglivolanti, @mes.chers.souvenirs, @respiro_nero, @scardachristian, @sibilodivento, @spazinfiniti, @stefania.viappiani. Tutti i testi sono visibili all’hashtag #scritturadesecuzione (valido per Instagram).

Urla un gesso su lavagna

nel vestito suo si bagna

sente immenso lo stridio

grida forte, invoca Dio.

Nelle orecchie fiume in piena

molle il corpo sulla rena

ferma intorno la campagna

più ricorda cosa sogna.

Lento a valle un ciotolìo

lascia un corpo non più suo

canta muta la sua pena

nella brezza esce di scena.

Una foto

[Varietà]

Facciamo una foto.

Facciamo tutti una foto.

Facciamo tutti una foto e passiamo.

Facciamo tutti la stessa foto e passiamo oltre.

Facciamo tutti la stessa foto che non riguarderemo e passiamo oltre senza pensare.

Facciamo tutti la stessa foto che non riguarderemo annegandola in un mare di gemelle e passiamo oltre senza pensare che certe cose dovremmo anche viverle.

Facciamo tutti la stessa foto, non è questo il punto, ma esitiamo per un secondo appena dopo il click, non andiamo subito oltre, godiamoci la foto vera, che tanto l’altra è già annegata.

Ssh

[Varietà]

Il contenuto che leggerete è stato ispirato dalla parola CARCASSA. Il progetto #scritturadesecuzione consiste nel pubblicare a cadenza settimanale (solitamente il lunedì) un testo/poesia ispirato da una parola comune. Questa settimana partecipano: @anima_1_0_1, @gabbianigrassifoglivolanti, @scardachristian, @sibilodivento, @spazinfiniti. Tutti i testi sono visibili all’hashtag #scritturadesecuzione (valido per Instagram).

Sul fondo d’una fossa dorme una carcassa,

ammasso d’ossa fermo e solo sotto un masso,

resti d’un trapasso ai piedi d’un cipresso.

Nel silenzio sottomesso d’uno spazio compromesso,

resta fissa, bassa e lassa

la statica carcassa.

Tu che passi allenta il passo

e leggi inciso con un gesso:

“Ivi giace amore rosso,

nato e morto in mezzo al chiasso,

alla morte genuflesso,

lusso d’una vita senza rima finale.”

Il pittore senza colori

[Varietà]

Il contenuto che leggerete è stato ispirato dalla parola TELA. Il progetto #scritturadesecuzione consiste nel pubblicare a cadenza settimanale (solitamente il lunedì) un testo/poesia ispirato da una parola comune. Questa settimana partecipano: @ale_primo_conte, @alicenonsa, @aritmia_poetica, @cm.wr, @gabbianigrassifoglivolanti, @iosonorainmaker, @mes.chers.souvenirs, @respiro_nero, @sibilodivento, @spazinfiniti. Tutti i testi sono visibili all’hashtag #scritturadesecuzione (valido per Instagram).

Il pittore raggiunge infine il posto prescelto. Negli ultimi giorni era tornato più e più volte in quel luogo per essere sicuro di trovare il taglio giusto.

Giunto sulla cima della collina si ferma, respira, annuisce.

Apre lo sgabellino, legno e tela verde e panna; sistema il cavalletto, gioca con i centimetri e ne cambia l’angolazione almeno dieci volte; poggia infine la tela, silenziosa, austera, spocchiosa, bianca.

Il pittore si siede.

Il pittore osserva.

Il pittore ascolta.

Il pittore sceglie.

Per il cielo sceglie il colore della brezza improvvisa in una giornata estiva.

Per le nuvole sceglie il soffio di un bambino su una girandola brillante.

Per il campi coltivati sceglie il biondo bagnato di una ragazza appena uscita dal mare.

Per gli alberi sceglie la saggezza frondosa di un anziano che gioca con il nipote.

Per i fiori sceglie le luci dei fuochi d’artificio più alti mai visti.

Per il fiume sceglie il riflesso di un occhio lucido affacciato da un treno in corsa.

Per le rocce sceglie la sfumatura della costa di un libro che gli era piaciuto tanto.

Per la terra sceglie la sporcizia tra le unghie di un uomo che torna tardi a casa dopo una giornata di lavoro.

Per i casolari in lontananza sceglie le risate di una famiglia durante una gita all’aperto.

Il pittore si alza, dà un ultimo sguardo al paesaggio, sorride e, richiudendo tutto, mette via la tela chiacchierona, bonaria, sorridente, bianca.

Tri-vello

[Varietà]

Adesso m’hai messo addosso un fosso di pensieri.

Appigliato dietro, riflesso nel vetro lo scruto.

Dalle spalle il peso espelle l’inutile vello,

dittatura dell’arsura forgiò vacua armatura,

diretto contatto cutaneo di bagliore scarlatto.

Tutto spento, più non sento il pentimento.