Anche al mare

[Varietà]

Quindi anche al mare piove.

Non quella pioggia estiva che ti fa credere che migliaia di pesciolini saltellino sul pelo dell’acqua; neanche quella improvvisa, fitta e odorosa di terra che passa e va nel giro di pochi minuti.

Quella pioggia grama, color topo, che trapassa pelle e ossa e si stabilisce a capo del centro di comando dell’umore.

Accade anche al mare che le giornate siano uno sguardo obliquo alla finestra, una constatazione piatta di quello che ci aspetta.

Capita anche al mare di perdere il senso di tutto questo.

E no, neanche il mare può farci qualcosa.

Portogallo 4

[In viaggio]

L’oceano ha un suono diverso. Più profondo, più cupo, più potente. Chiede rispetto con vigore e mostra i muscoli alla terra.

Anche l’odore è differente. Sa di abissi e luoghi sconosciuti, selvaggio e naturale.

Mi chiedo come facciano le rocce e la sabbia a resistergli, a non cedere alla sua autorità, al suo amore carnale.

Portogallo 3

[In viaggio]

Quindi costui è l’oceano. Il fratello grande, quello con un nome e una carriera, un’autorità nel suo campo.

Non possiamo che fare le giravolte tra le sue dita, non possiamo smettere di osservarlo tanto è il tutto che esprime.

Impressionante è il suono, che pare voler riempire ogni vibrazione presente nell’aria, egocentrismo sonoro.

L’oceano pretende di colmare tutti i sensi, ottiene attenzione per natura.

Lascia che i bambini giochino con lui, che i ragazzi si convincano di domarlo, che le ragazze si ritraggano insieme a lui, che le coppie si distraggano per un rapido bacio, che gli uomini fingano di non esserne impressionati, che i poeti si facciano suggerire le parole dal vento, che i musicisti tentino di riprodurne le note sulle corde di una chitarra, che i pittori piangano cercando la spuma sulla tavolozza, che i vecchi gli sorridano perché sanno che tutto questo crediamo di farlo quando in realtà è l’oceano che ci concede il lusso di stare con noi per un attimo.

[Musica suggerita per la lettura: John Butler – Ocean]