[Varietà]
Mi pareva
un richiamo del dopo sbornia
un’allergia alla cura
un abbraccio claustrofobico
una sciarpa avvelenata
un esperimento marcescente
una palude di rimorsi
e invece era
un’ascella non lavata
[Varietà]
Mi pareva
un richiamo del dopo sbornia
un’allergia alla cura
un abbraccio claustrofobico
una sciarpa avvelenata
un esperimento marcescente
una palude di rimorsi
e invece era
un’ascella non lavata
[Flussi]
Unisci tutti i puntini.
Fai un viaggio in solitaria.
Levati le scarpe usando i piedi.
Urla quando nessuno ti sente.
Incidi il tuo nome su un banco di legno.
Lascia sciogliere il cioccolato sulla lingua.
Chiedi il bis dello snack omaggio in aereo.
Rutta forte in mezzo alla gente.
Asciugati le mani sui pantaloni.
Lecca un francobollo.
Rovista tra le scatole in cantina.
Ruba qualcosa all’Autogrill.
Origlia il litigio di due estranei.
Alita su un vetro e scrivi con il dito.
Suona un citofono e scappa.
Mangia una fetta di pane senza sale con l’olio.
Piscia in un parco senza alberi.
Chiedi un rimborso per il ritardo di un treno.
Scrivi su un muro con una bomboletta.
Lascia un segno del tuo passaggio e durante il viaggio sii pazzo senza doverlo essere; mangia, bevi, godi e pensa che, da vivo, tante cose senza senso ti hanno fatto pizzicare la pelle.
[Flussi]
Non è una questione di su o giù, più alto o più basso.
È una questione di dentro o fuori.
All’interno di un insieme – tondo, giallo, definito come quelli sui libri di scuola – o fuori, nel resto della pagina al cui termine c’è una cascata altissima.
Dentro quel cerchietto immaginario, ma sensibile – occhi, orecchie, naso, lingua, pelle –, accade tutto. I fuochi d’artificio e le campane del mattino, i profumi delle ginestre e i canti dei cuculi, le urla di rabbia e le urla d’orgasmo, il silenzio, le risate, la paura, l’estasi.
Ma di tutto ciò niente saprai finché non entrerai dentro. Dentro te, dentro ciò che vuoi.
[In viaggio]
Hai uno spirito nuovo e un tono immenso, eppure non ti sento.
Hai tele grigie a disposizione di colori nuovi, forme quadrate a disposizione di pensieri tondi, spazi ampi a disposizione di mille piccole vite, eppure non ti sento.
Ho voglia di rivederti, ho voglia di mostrarti, ho voglia di leggerti e di ascoltarti, eppure non ti sento.
[Varietà]
Dondola, dondola trapezista, sopra l’asse guarda in basso, afferra piume, segue il corpo che ricerca ciò che ha perso.
Oscilla, oscilla trapezista, ricorda l’arroganza perduta, senza appoggio non comprende, non ragiona, non controlla.
Inciampa, inciampa trapezista, senza rete, incertezza, un’attesa non richiesta, rabbia cieca guarda in giù.
Balla, balla trapezista, sopra il dubbio, note nuove messe in discussione dal disequilibrio che conduce in un mondo migliore.