Ofelia

[Varietà]

Il contenuto che leggerete è stato ispirato dal personaggio di OFELIA. Il progetto #scritturadesecuzione consiste nel pubblicare a cadenza settimanale (solitamente il lunedì) un testo/poesia ispirato da un elemento comune. Questa settimana partecipano: @gabbianigrassifoglivolanti, @mes.chers.souvenirs, @respiro_nero, @scardachristian, @sibilodivento, @spazinfiniti, @stefania.viappiani. Tutti i testi sono visibili all’hashtag #scritturadesecuzione (valido per Instagram).

Urla un gesso su lavagna

nel vestito suo si bagna

sente immenso lo stridio

grida forte, invoca Dio.

Nelle orecchie fiume in piena

molle il corpo sulla rena

ferma intorno la campagna

più ricorda cosa sogna.

Lento a valle un ciotolìo

lascia un corpo non più suo

canta muta la sua pena

nella brezza esce di scena.

Ssh

[Varietà]

Il contenuto che leggerete è stato ispirato dalla parola CARCASSA. Il progetto #scritturadesecuzione consiste nel pubblicare a cadenza settimanale (solitamente il lunedì) un testo/poesia ispirato da una parola comune. Questa settimana partecipano: @anima_1_0_1, @gabbianigrassifoglivolanti, @scardachristian, @sibilodivento, @spazinfiniti. Tutti i testi sono visibili all’hashtag #scritturadesecuzione (valido per Instagram).

Sul fondo d’una fossa dorme una carcassa,

ammasso d’ossa fermo e solo sotto un masso,

resti d’un trapasso ai piedi d’un cipresso.

Nel silenzio sottomesso d’uno spazio compromesso,

resta fissa, bassa e lassa

la statica carcassa.

Tu che passi allenta il passo

e leggi inciso con un gesso:

“Ivi giace amore rosso,

nato e morto in mezzo al chiasso,

alla morte genuflesso,

lusso d’una vita senza rima finale.”

Fette universali di quadrante

[Flussi]

Mi infastidiscono le grandi verità, come i grandi bestseller, i grandi successi mainstream.

Sottostare a regole che altri prima di me hanno bollato come infallibili fa scoppiettare il lato anticonformista e refrattario al già detto, già visto, già vissuto.

Proprio io dovrei essere prevedibile solo perché qualcun altro si è trovato in una situazione simile? Vadano pure in culo il soggetto, la situazione e il binario su cui dovrei correre.

Eppure.

Eppure a volta capita che i bestseller siano tali per un motivo valido, che il mainstream sia effettivamente opera d’ingegno notevole e che certe regole della vita si ripetano senza guardare in faccia i protagonisti.

Il punto è che forse è vero che c’è un tempo per tutto e non è vero che quel tempo possa essere così diverso da persona a persona.

Forse esistono delle fette di quadrante entro le quali dobbiamo oscillare per poter fare un passo avanti.

Che so: per elaborare un lutto tra i 3 mesi e i 3 anni.

Per perdere la fiducia di un amico tra i 3 secondi e l’ora e mezzo.

Per leggere un libro di lunghezza media tra le 12 ore e i 2 mesi.

Per finire un litro di birra tra i 1,3 secondi* e le 4 ore di chiacchiere. 

Per definire tale una scopata tra i 5 minuti della sveltina e le 3 ore del sì-ora-basta-eh.

Per la fine di un’importante relazione tra i 6 mesi e i 2 anni, 129 giorni, 6 ore, 47 minuti.

Per reputare idonea l’attesa tra un album musicale e l’altro tra i 6 mesi e il “ah, ma sono ancora vivi?”.

Per godere dello scambio d’amore tra genitore e figlio tra il primo sguardo in sala parto e una vita intera.

Ok, sì, bene.

Ciò non toglie che la cosa mi stia altamente sul cazzo.

Vorrei essere padrone del mio orologio, ma forse l’unica cosa che si può fare è scegliere il modello e il colore.

(* mi sono documentato NdA)

L’ansia è mortale

[Varietà]

Il contenuto che leggerete è stato ispirato dalla parola ANSIA. Il progetto #scritturadesecuzione consiste nel pubblicare a cadenza settimanale (solitamente il lunedì) un testo/poesia ispirato da una parola comune. Questa settimana partecipano: @alicenonsa, @laragazzachecorreconilupi, @iosonorainmaker, @hotel_caracas_cc, @gabbianigrassifoglivolanti, @sibilodivento, @aritmia_poetica. Tutti i testi sono visibili all’hashtag #scritturadesecuzione (valido per Instagram).

L’ansia è mortale.

Ottura i pori, secca la fronte, incrocia gli occhi, incrosta il naso, desertifica la bocca, gelatinizza le braccia, inumidisce i palmi, spreme i polmoni, affossa lo sterno, accartoccia lo stomaco, gonfia l’ombelico, fa appassire l’inguine, cementifica le cosce, sfalda le rotule, inarca i piedi.

L’ansia uccide ogni singolo organo del corpo.

L’ansia è mortale.

Quindi, per definizione, ha un inizio, una vita, un’evoluzione, una fine, un funerale. È mortale com’è mortale chi la partorisce, la cresce, la nutre, la vive.

Se l’ansia è mortale allora può essere uccisa.

Se può essere uccisa è necessario scoprire quale arma è più efficace.

Se l’arma è efficace l’ansia è mortale, è morta.