Preso com’ero

[Varietà]

Eppure l’avevo messo qui

quel sogno,

sono certo di averlo messo qui da qualche parte.

Ricordo di aver pensato: “lo lascio qui, così sono sicuro di ritrovarlo”,

sarebbe stato il primo posto dove avrei cercato, quando sarebbe giunto il momento.

Ora che il momento è giunto,

o almeno credo,

di riprendere in mano quel sogno, di soffiarci sopra,

di farne qualcosa di più

di un semplice sogno buttato lì,

proprio ora,

non lo trovo più.

Com’è possibile?

Non è che i sogni sono volatili, vero?

Non è che sottoposti a una certa pressione, a una certa attesa, evaporano?

Non funziona così, vero?

A scuola non mi pare ce l’abbiano mai detto,

avrebbero dovuto dedicare un’intera lezione di chimica sui passaggi di stato dei sogni,

non ci hanno mai insegnato nulla del genere,

o magari non ero attento io,

ero così svagato,

preso com’ero da certi sogni.

La finestra deve rimanere aperta

[Varietà]

Il contenuto che leggerete è stato ispirato dalla parola FINESTRA. Il progetto #scritturadesecuzione consiste nel pubblicare a cadenza settimanale (solitamente il lunedì) un testo/poesia ispirato da una parola comune. Questa settimana partecipano: @una_goccia_di_pioggia, @lasognatricedelnullapoesia, @alicenonsa, @iosonorainmaker, @gabbianigrassifoglivolanti, @hotel_caracas_cc, @laragazzachecorreconilupi, @respiro_nero. Tutti i testi sono visibili all’hashtag #scritturadesecuzione (valido per Instagram).

Negli occhi del ragazzino scorreva lento il paesaggio della città, filtrato attraverso il vetro della macchina. Accanto a lui il padre guidava placido, ossequiando la segnaletica e le buone norme stradali.

L’uomo parlò senza preavviso, sintetico e diretto come era spesso, senza staccare gli occhi dalla strada.

Mi raccomando quando esci. Dai sempre un occhio a cosa ti succede attorno. Le altre persone, le uscite di sicurezza. È importante avere la situazione sotto controllo.

Semaforo rosso, freni che fischiano, breve pausa, cenno d’assenso.

– Tieni sempre aperta una finestra sulla razionalità, qualsiasi cosa tu faccia.

Semaforo verde, marcia che scala, chiusura del discorso, cenno d’assenso.

Quella finestra il ragazzino non l’avrebbe chiusa mai più, neanche in caso di pioggia forte con raffiche di vento; sembrava un consiglio importante.

La tenne aperta durante ogni uscita serale, ogni vacanza tra amici, ogni approccio amoroso, ogni decisione lavorativa.

La finestra deve rimanere aperta.

Il ragazzino, divenuto giovane uomo, grato del consiglio paterno e conscio delle buone intenzioni che lo accompagnavano, vide entrare da quella finestra delle domande.

E se quella finestra, ogni tanto venisse chiusa, cosa accadrebbe?

E se tenendo quella finestra sempre aperta certe emozioni non avessero il coraggio di farsi vedere?

E se quella finestra aperta impedisse al giovane uomo di vivere situazioni, sensazioni, lacrime, brividi?

E se quella finestra fosse ormai impossibile da chiudere?

Sarebbe sufficiente accostarla un po’?