[Varietà]
Mi pareva
un invito a palazzo
un’invocazione celestiale
un florilegio d’ineleganza
una mostra del kitsch
un tuffo nel disagio
una tomba di congiuntivi
e invece era
il Boss delle cerimonie.
[Varietà]
Mi pareva
un invito a palazzo
un’invocazione celestiale
un florilegio d’ineleganza
una mostra del kitsch
un tuffo nel disagio
una tomba di congiuntivi
e invece era
il Boss delle cerimonie.
[Varietà]
Mi pareva
un invito esclusivo
un’offerta indeclinabile
un grido d’aiuto
una vincita inopinabile
un allungamento non richiesto
una gioia in busta
e invece era
un’email di spam.
[Varietà]
Mi pareva
un baugigi ondeggiante
una richiesta di vaìni
un botrillo allezzito
una zotta ambulante
un tegame cor cicìo
una farda a bùo ritto
e invece era
ir budello di tu’ ma’.
[Varietà]
Mi pareva
un corvo rognoso
una profezia sibillina
uno schiaffo postale
una pedata scrotale
uno scherzo del destino
una missiva del Demonio
e invece era
una cartella esattoriale.
[Varietà]
Mi pareva
un alito di mota
una chiorba malgradita
un lezzo di bottino
una visita da rigozzo
un bischero pendente
una ghigna da pattoni
e invece era
un pisano all’uscio.
[Varietà]
Mi pareva
il teatro dell’assurdo
la sagra dell’asino
il chiocciare d’un pollaio
il trionfo della cacofonia
il declino della speme
la sconfitta di Darwin
e invece era
Temptation Island.
[Varietà]
Mi pareva
un afflato di tradizione
un’istigazione peccaminosa
un tripudio olfattivo
una promessa alle papille
un addio alla sobrietà
una piscina di trigliceridi
e invece era
una parmigiana fatta in casa.
[Varietà]
Sdraiato a terra
gres porcellanato effetto legno sotto la nuca
rimbomba una canzone
pulsa nel cervello
ovatta le sinapsi
panna cotta i pensieri.
Ma poi, quali pensieri?
Qui è tutto un pot-pourri di melassa e bassi
quattro-quarti e comandi vocali
amplificato dal gress porcellanato effetto legno
che è un ottimo conduttore
o forse no
in fisica avevo 4.
Ma poi, che canzone è?
Quella canna era decisamente troppo forte.
[Varietà]
Mi pareva
un assembramento recidivo
una nidiata abbandonata
un melting pot superfluo
una cerchia cospiratrice
un rotolacampo personale
una dimenticanza Jovanottiana
e invece era
la peluria dell’ombelico
[Varietà]
Chi non legge cantando gode solo a metà – https://www.youtube.com/watch?v=UFeKIviF6Ts
Ore bevi con me
versa un poco di Chianti
oh barista
è tanto che il bicchiere aspetta un Gin
quello che verserai
è un liquore importante
stapperò lo Champagne più costoso che hai laggiù
il Cointreau è mio
un mezzo litro basterà?
Nessuno ti dirà: “mi fermo qua”
Mi sbronzerò per sette
Ti servo io
c’è uno Zacapa accanto a te
chiedi e ti porterò
un po’ di Vov
che dolce sensazione nascerà (è una shenshassione dooolsce)
ogni birra che ho
anche quella più fredda
no non vale la vodka che tra poco ti aprirò
Ne vuoi ancor? (segna poi pagherò)
fra mille spumanti sceglierò (voglio quello più bello)
con un po’ di Kalhua o di Sangria
tra vini e cocktail spazierò
Vedo per tre (un Angelo Azzurro farò)
ma questa nausea passerà? (Preferisci un bel Porto?)
No, non berrò mai più, mai più quel rhum
solo un giro e poi me ne andrò.
Beh, quanto fa? (Duecento e sei)
Dai non scherzar (Duecento è ok)
E chi ce li ha? (Il conto è qua)
Non pagherò.