Tutto questo per dire che

[Flussi]

Vivo in città, eppure davanti a un fiume, due a dirla tutta. Confluiscono a pochi metri dal portone di casa e stamattina l’acqua era limpida, osando un po’ si potrebbe definire tersa.

Mi fa sempre uno strano effetto, quasi fosse un assurdo controsenso osservare questo gioco di trasparenze e riflessi, quest’arte, quando pochi metri prima ho inveito contro un suv che non si è fermato sulle strisce.

Stamattina poi, mentre passavo e guardavo, un’anatra è ammarata – affiumata? – e mi sono sentito quasi osservato, pieno nel mio egocentrismo naturale, al centro di un quadro futurista in movimento solo nella mia testa.

Tutto questo per dire che vivo vicino a un fiume, stamattina l’acqua era tersa, un’anatra è affiumata e io ero felice.

Sorgente

[Flussi]

Funziona che adesso ho mille rivoli alla ricerca d’una foce, impazienti di solcare un letto ancora sconosciuto, famelici di avventura; alcuni hanno un incedere molto lento, altri sono rapidi e impetuosi, alcuni sono ampi e pomposi, altri più snelli e sbarazzini.

Mille incipit o sprazzi o frasi o intenzioni in attesa di un percorso, lampeggiano per attirare la mia attenzione, alcuni sono già formati, altro ristagnano ancora nei vortici della mente.

Li tengo legati insieme con una sorta di senso di responsabilità, tutti vicini e tutti distinti, tutti accomunati dalla stessa sorgente, tutti alla ricerca d’una foce, tutti alla ricerca d’una voce.

Ode ai Caronti

[Varietà]

Il contenuto che leggerete è stato ispirato dalla parola CARONTE. Il progetto #scritturadesecuzione consiste nel pubblicare a cadenza settimanale (solitamente il lunedì) un testo/poesia ispirato da una parola comune. Questa settimana partecipano:@alicenonsa, @aritmia_poetica, @gabbianigrassifoglivolanti, @mes.chers.souvenirs, @respiro_nero, @sibilodivento, @spazinfiniti. Tutti i testi sono visibili all’hashtag #scritturadesecuzione (valido per Instagram).

Dedicato a quei duci silenziosi che instradano irrequieti spiriti che vorticano nelle infinite possibilità della loro gioventù.

Pensato per quelle opere d’ingegno dotate d’anima e voce che mostrano nuovi mondi e inattesi livelli di conoscenza.

Rivolto a quelle donne e quegli uomini che prendono per mano, baciano, scopano, amano, abbandonano e piangono i vagabondi dei sentimenti alla ricerca di un riparo per la notte.

Studiato per la pirotecnica naturale che mette di fronte alla consapevolezza della briciolosità dell’esistenza del singolo.

Immaginato per quei silenzi senza compagnia che fanno chinare la testa sul foglio e fanno fare i conti con la persona più pericolosa del mondo.

A voi, Caronti, è rivolta quest’ode, da parte delle anime sulla soglia dell’Inferno. Dite qual è l’obolo richiesto e conducete tutti loro sull’altra sponda.

Scatole in cantina 3

[Flussi]

Io sono, sono stato, sarò. Si può dire?

Sono un fiume, un rigagnolo, che precipita e piega; non posso fermarmi, non sono quello della sorgente, sarò lo stesso alla foce.

Sono liquido e il mio letto decide come sono. Reagisco per quelle che sono le mie capacità di adattamento.

Sono liquido e non mi fermo. Lo stagno è morte. Stasi è lapide.

Fate spazio arrivo, state comodi mi plasmo su di voi.

Torino 1

[In viaggio]

Il Po è sempre pronto ad accogliere i pesi della vita, condividendoli con chi lo osserva.

È una spalla comprensiva e silenziosa, mai veramente conscia delle lacrime che gli vengono affidate.

Il Po ha mille facce.

Il Po è sempre disposto ad ascoltare tutti ma non dà risposte ad alcuno.