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Gabbiani grassi e fogli volanti

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Tag: dialogo

Ho chiesto indicazioni per un negozio di bussole

4 Giugno 202630 Aprile 2026 ~ Gabbiani grassi ~ Lascia un commento

Miraggio

Dlon-dlin.

– Benvenuto, cosa posso fare per lei?

– Buongiorno, avrei bisogno di acquistare una bussola nuova e mi hanno detto di venire qui.

– La sua dove l’ha messa?

– L’ho prestata. Credo.

– Raramente le bussole tornano ai legittimi proprietari, lo sa vero?

– Lei dice?

– Si fidi, ne ho visti tanti come lei. I più neanche riescono a trovarlo questo negozio. È stato fortunato, sa?

– Grazie, suppongo. Quindi ora posso semplicemente comprarne un’altra?

– Eeeh, purtroppo non è così banale. Non è che si sceglie una bussola qualsiasi dallo scaffale, si paga e si va via per la propria strada. Trovare la bussola giusta è già di per sé un’impresa non da poco, ma ritrovarla… è certamente una delle condizioni più complesse nelle quali orientarsi.

– Non la seguo.

– Questo mi pare ovvio nel suo stato. Una cosa del tipo “non è il mago che sceglie la bacchetta, è la bacchetta che sceglie il mago”. Ha presente?

– Mi sta confondendo.

– È normale, non si preoccupi, non ci faccia caso, anzi si rallegri! Se lei è qui vuol dire che ha già fatto metà del lavoro. Ora dovremmo solamene sederci, inspirare ed espirare perlomeno… quanti anni ha lei?

– 35. È rilevante?

– Non necessariamente, nel suo caso suggerirei non meno di quarantaduemilaottocentosettantacinque cicli di ispirazione ed espirazione. Da ripetere fino a che non sarà scoccata la primavera…

– Primavera? Ma siamo a ottobr…

– … poi dovremmo cominciare dall’inizio, dal parto in poi, se avesse tra le sinapsi anche qualche ricordo intrauterino sarebbe perfetto. Ovviamente è fondamentale una scorta di fazzoletti per i pianti estemporanei e l’astensione rigorosa da cibi che allappino…

– Cibi che allappino…?

– … raccomando inoltre una buona idratazione e l’utilizzo di scarpe aperte. Ah, potrebbe essere utile anche…

– Senta, si fermi, io ho solo bisogno di una bussola, non ho tutto questo tempo da buttare. Questo senso di disorientamento mi provoca le vertigini, non so più da che parte girarmi, perdo continuamente il filo del discorso e vedo anche leggermente sfocato. Non posso proprio andare avanti così.

– Capisco, capisco. Ascolti… lei mi pare un brav’uomo, quindi sarò sincero. In questo negozio di bussole non vendiamo bussole; ma posso darle questa.

– Una valigetta?

– L’apra.

– Non esploderà vero?

– No, non siamo in quel periodo dell’anno, stia sereno.

– Vediamo: una bottiglia da 33cl di Que Serà Serà artigianale? Non peggiorerà la situazione?

– No, se non ne abusa. Le permetterà di rilassarsi, giusto un poco, per viversi e godersi queste sensazioni. Senza quelle come può pensare di ritrovare qualcosa?

– Un barattolo di crema di Parole Dolci, non sarà stucchevole?

– La spalmi su un paio di Fette Sussurrate, mi saprà dire.

– Un paio di occhiali modello LostInYourEyes? Sono costosi.

– Oh quelli sono un prototipo omaggio della ditta: filtrano i pensieri e mettono a fuoco le pupille di chi si ha di fronte. Serve vedere bene per andare avanti, dico bene?

– Ma questa… è quello che penso? Non è illegale?

– Non alzi la voce, per carità! Mi prometta di non raccontarlo in giro… Voglia di Essere Felice, purissima. Ho i miei fornitori di fiducia.

– Non so, mi sono sempre tenuto lontano da questo genere di cose.

– Si tratta di roba potente, so che può far paura vista così. Ma è di primissima qualità, mi creda. Libera la mente, amplifica il sorriso, stimola la creatività. L’unica controindicazione è che rende estremamente vulnerabili.

– E se qualcosa, all’apice del suo effetto, mi mandasse in mille pezzi?

– In quel caso può utilizzare quello lì.

– S-consapevolezza?

– Sì, un bel rotolo intero, extra adesiva. Se ne dà un bel giro intorno alla vita e vedrà che riuscirà a tenere tutto insieme. In troppi la usano solamente per spedire pacchi non richiesti, quando tutti dovremmo averne una bella scorta da tenere in casa per ogni evenienza.

– La ringrazio… credo. Io andrei, allora. Di là, giusto?

– Sì, di là. Vede? È già sulla buona strada.

– Già… arrivederci.

– Spero di no per lei.

Dlin-dlon.

Albe, orologi, coriandoli

18 Novembre 202028 Marzo 2026 ~ Gabbiani grassi ~ Lascia un commento

[Varietà]

Sorge un’alba tanto bianca da ferire le pupille, l’accompagna un profumo umido e tagliente che s’inerpica fino alla base del naso, che, anestetizzato, non riesce più a respirare.

Sono in due, seduti sul freddo di un muretto, a osservare il sorgere del giorno.

– Che ore sono?

– Eravamo d’accordo che non ce ne sarebbe fregato nulla del tempo, ricordi? Erano circa le tre quando mi hai detto che non avremmo più guardato un orologio in vita nostra.

– A proposito. Dov’è il mio orologio?

– A quest’ora dovrebbe essere sul fondo del lago, a chiedersi cos’aveva fatto di male. L’hai gettato via inveendo contro di lui, contro i secondi, i minuti, le ore, i giorni, gli anni. Certo, se fossi stato coerente avresti gettato anche il telefono, ma ho reputato non fosse il caso di puntualizzare, avresti potuto darmi retta.

– Sono ancora incazzato con il tempo.

– Lo siamo un po’ tutti.

– Come ci siamo arrivati qui?

– Non mi sono reso conto che avessi bevuto così tanto. Abbiamo preso la mia macchina e siamo…

– Non intendevo come siamo arrivati in questo luogo, intendevo come siamo arrivati a questo punto della nostra vita.

– Immagino un giorno dopo l’altro, reagendo agli eventi, rispondendo alle domande, compiendo miliardi di piccole scelte.

– Detta così pare che non siamo padroni della nostra vita.

– Penso che alla fine vivere sia un concetto più frammentato di come viene raccontato. Penso che sia più simile a un sacchetto di coriandoli, che a un blocco di pongo.

– E quando finisci il sacchetto di coriandoli?

– A quel punto tanto vale scendere dalla giostra e non pensarci più.

– Secondo te, alla fine, ne vale la pena?

– Guardati intorno, credo che la risposta sia davanti ai nostri occhi.

I piedi di Ermes

28 Agosto 202028 Marzo 2026 ~ Gabbiani grassi ~ Lascia un commento

[Varietà]

– Che ci fai con i piedi per aria?

– Mmh?

– Te li sei dimenticati lì?

– Mi hanno detto che lassù stanno bene.

– E tu gli hai detto che il loro posto sarebbe a terra?

– Sì, certo. Ma hanno saputo essere molto convincenti.

– Perché? Cosa ti hanno detto per farsi mettere per aria?

– Mi hanno raccontato la storia del primo paio di piedi, quello che ha dato origine a tutti gli altri piedi del mondo. Dicono che il primo paio di piedi della storia avesse le ali, bianche e piumate, e che fosse attaccato alle caviglie di un qualche tipo di divinità.

– Vuoi dirmi che Ermes è stato il primo a possedere un paio di piedi? E che Zeus e gli altri prima di lui avessero solo dei divini moncherini?

– No quello di Ermes dicono si trattasse solo di un tributo, le ali erano posticce e attaccate ai calzari. Il primo paio di piedi della storia aveva delle ali vere, e del dio cui era attaccato si sono perse le tracce.

– A me sembra una storia che non sta in piedi.

– Infatti sta per aria. Non vedi quanto sono felici?

– Pare che si stiano godendo l’altitudine. Niente vertigini?

– Dicono di non aver paura di cadere, ma voglia di volare.

– Sono pure fan di Jovanotti?

– Sono ragazzi fortunati.

– Avanti di questo passo verrà fuori che le mani vorrebbero stare a terra.

– Boh, chiediglielo.

Qnt

3 Giugno 202028 Marzo 2026 ~ Gabbiani grassi ~ Lascia un commento

[The One]

– Non sai quanto sei bello.

– Quanto?

– Come il mare.

– Non sai quanto sei bella.

– Quanto?

– Come il cielo.

– Non sai quanto mi piaci.

– Quanto?

– Eh… devo farti assaggiare un gelato.

– Non sai quanto ti amo.

– Quanto?

– Tanto da accettare il rischio di vivere una vita senza di te.

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