Poche parole

[Flussi]

Poche parole, di quelle giuste, che si tengono la mano una accanto all’altra, che messe in fila formano uno skyline perfetto; solo poche parole, un’elemosina richiesta al vento, nella perenne attesa di un treno che non arriverà mai.

Un viaggio senza meta alla ricerca di quel paesaggio di parole,

rincorrendo la propria schiena,

a braccetto con i propri demoni,

nel silenzio di una carrozza vuota,

nel vuoto di un foglio bianco.

Poche parole, di quelle giuste, dammele tu,

tu che puoi,

tu che vuoi.

Stonature mentali

[Flussi]

Folli note stonate ingripperanno la mente di colui che, conscio di fare, creare, qualcosa di poco, o nullo, valore, si presterà comunque alla fabbricazione di una certa opera, di qualunque tipo essa sia.

Che sia per accondiscendenza, senso del dovere, amicizia o un qualsiasi tipo di motivazione esterna, un senso d’ingiustizia permarrà costante prima, durante e dopo, e porrà sulla lingua un gustaccio amaro che non sarà possibile mandar via con alcuna bevanda o vettovaglia. Questa sgradevole sensazione potrà essere attenuata, questo sì, dalle stesse sostanze che gommapiumano i sensi, ma eliminata del tutto, quello no. Si potrà imparare con il tempo a ignorarla, se non proprio a negarla, ma altro non sarà che una bugia alla quale non crederemo.

Intanto quelle note stonate continueranno a suonare lente, costanti, presenti.