Tappino rosso

[Varietà]

Il contenuto che leggerete è stato ispirato dalla parola ALCOOL. Il progetto #scritturadesecuzione consiste nel pubblicare a cadenza settimanale (solitamente il lunedì) un testo/poesia ispirato da una parola comune. Questa settimana partecipano: @ale_primo_conte, @aritmia_poetica, @cm.wr, @gabbianigrassifoglivolanti, @hotel_caracas_cc, @iosonorainmaker, @mes.chers.souvenirs. Tutti i testi sono visibili all’hashtag #scritturadesecuzione (valido per Instagram).

Ti cancellerò via con un colpo di spugna ubriacata di alcool, quello rosa con tappino rosso, quello che sgrassa e lascia un odore di nettezza ospedaliera, lividi disinfettati.

Alcool denaturato come persa è la tua natura animale, sociale, carnale, comunicazionale, sessuale, occhiale, feudale, spaziale, maiale, elicoidale.

Lascerai una scia imbevuta di parole insensate con l’alitosi, che almeno imparassi a bere come si deve, almeno quello.

Ti voglio distante come m’è distante un pechinese con un giubbotto di paillettes trasportato in una borsetta griffata che si sbronza tutte le sere con lo champagne per dimenticare la sua condizione di pechinese con un giubbotto di paillettes trasportato in una borsetta griffata.

Quando poi sarai solo un tappino rosso all’orizzonte stapperò la bottiglia delle grandi occasioni e ti lancerò dietro il vuoto a rendere, godendomi lo spettacolo dei cocci che esplodono in ogni direzione.

Scatole in cantina 3

[Flussi]

Io sono, sono stato, sarò. Si può dire?

Sono un fiume, un rigagnolo, che precipita e piega; non posso fermarmi, non sono quello della sorgente, sarò lo stesso alla foce.

Sono liquido e il mio letto decide come sono. Reagisco per quelle che sono le mie capacità di adattamento.

Sono liquido e non mi fermo. Lo stagno è morte. Stasi è lapide.

Fate spazio arrivo, state comodi mi plasmo su di voi.

Di chi mi innamoro?

[The One]

Mi innamoro delle artigiane dietro bancarelle improvvisate che intrecciano gioielli bruciando i fili delle collane con l’accendino; delle artiste di strada, tutte sorriso e colore, canottiera senza reggiseno e un rasta, uno solo; delle bariste tatuate che corrono senza guardare in faccia nessuno, con un grembiule liso, un foulard in testa e le labbra umide; delle pittrici indipendenti con l’anello al naso e i pantaloni larghi da genio della lampada.

Mi innamoro di chi non è distratto dalla normalità, di chi non scavalca i piedi altrui, di uno sbaffo di matita nera, di un corpo, di un movimento, di un’intercapedine tra mento e collo, di un paio d’occhi.