I sensi d’autunno

[Flussi]

Ultimamente mi ritrovo spesso a fotografare la natura, a cercarne il punto di vista, a richiedere un fotogramma di bellezza che sia mio anche solo per un istante.

La tavolozza autunnale di certo aiuta; in contrasto con il primo freddo che si posa sulla pelle, accoglie e riscalda lo sguardo, riaccende il gusto e fa scrocchiare l’udito. È la stagione dove le parole “colori”, “tappeto”, “magia” si sprecano, l’arancione delle zucche e dei cachi esplode un po’ inaspettato e il paesaggio sembra un mare in movimento.

In tutto questo mi muovo alla ricerca di un istante da inquadrare, farfalla che si posa ora sulla semplicità estrema, ora sull’eccezionalità del momento. Concedo i sensi, tutto quel che ho, in cambio di un ricordo.

Appuntamenti inventati e mondi paralleli 2

[The One]

Cose che non scorderò, che non vorrei scordare ma che forse sarebbe meglio scordare: il ciuffo dei capelli portati da un lato; le dita lunghe e mature; il salto in mezzo alla via cantando la sigla delle Tartarughe Ninja; il tuo indovinello complice sulle scarpe brutte delle vetrine; gli occhi, quei meravigliosi occhi, illuminati dalla luce bianca del telefono; la tosse fastidiosa; quei pochi sguardi in macchina; quel silenzio che ho caricato di una speranza non concretizzata e il formicolio che ne era derivato; le canzoni, tutte giuste, una dopo l’altra.

Tutto qui?

Tu, occhi e capelli, sorrisi e smorfie, psicologia e bestemmie, e non so se ti amo, ma vorrei veramente avere l’occasione di scoprirlo.