La ricerca 3

[Varietà]

Tante piccole orme, una dopo l’altra, una catena di ombre su un manto tanto bianco da infastidire lo sguardo.

Una bambina cammina nella neve con il capo chino, controllando meticolosamente ogni movimento del corpo. Ad ogni passo appoggia piano la suola delle scarpe sulla superficie bianca, si ferma un attimo, si sforza di percepire il confine tra aria e neve, poi molla gli ormeggi e lascia che il peso della gamba faccia affondare il Moon Boot rosso fuoco.

La bambina tende l’orecchio, assaggia lo sgranocchio dello stivaletto che trova un’improbabile resistenza, annusa il freddo che si compatta, intuisce il cambio di stato da neve fresca a neve schiacciata e sporcata. Poi di nuovo silenzio.

La bambina si blocca un attimo, resta completamente immobile fatta eccezione per il vapore del suo fiato, poi muove un muscolo e fa un altro passo.

La ricerca della bambina 1

[Varietà]

Una bambina, sdraiata sulla cima di una collinetta erbosa, guarda la discesa e conta in silenzio.

– Tre, due, uno…

Trattiene un palloncino di fiato nei polmoni, si sporge appena e lascia che l’inerzia le faccia prendere velocità.

Mentre rotola, prima piano poi sempre più veloce, tiene le braccia alte sopra la testa, tese come se dovesse arrivare al pensile alto della cucina, e lo sguardo serio, intenzionata a non perdersi neanche una sfumatura dei colori che le si alternano frenetici davanti agli occhi. Il terreno diminuisce la propria pendenza, tornando progressivamente in piano, e con lui rallenta anche la corsa della trottola umana, finché non si ferma con un leggero tonfo sull’erba.

Sdraiata sulla schiena la bambina fissa il blu, la testa che le gira appena e fa ruotare le nuvole sopra di lei, e ripensa al caleidoscopico alternarsi tra terreno e cielo della sua discesa. Ricerca un particolare, un’immagine al confine tra realtà e fantasia, un fotogramma fuori posto.

Dopo qualche minuto sbuffa, si tira su e torna decisa sulla cima della collina.