Verde, giallo, rosso 1

[Varietà]

Primo post dell’anno, primo tentativo di testo/racconto a puntate. Oggi la prima parte, tra due giorni la continuazione.
Nell’ottica dell’utilizzo “utile” dei social, sarebbe interessante avere pareri, oltre che sul testo, sulla forma del racconto a puntate (sì, no, boh?).

Un ragazzo si avvicina alla prima macchina della fila, alza le braccia, tiene una spazzola da vetri e una bottiglia di plastica tra le mani. Prima che possa fare qualcosa il conducente inserisce la marcia. I fari posteriori dei freni si spengono, l’auto avanza, si riaccendono un paio di metri più avanti. Il giovane sulla strada segue la vettura, si china verso il finestrino porgendo una mano a coppa. L’uomo seduto al posto di guida guarda dritto davanti a sé, muto e immobile.

Passa qualche secondo e il ragazzo si raddrizza, dirigendosi verso la seconda automobile della fila. Questa volta si sporge subito sul parabrezza e schizza sul vetro il liquido giallastro contenuto nella bottiglietta. Aldilà della trasparenza una donna urla – No! No! NO! – Accompagna l’intimazione con ampi gesti della mano che sembrano voler lavare il vetro dall’interno. Si agita, si sbraccia mentre il giovane insapona rapidamente la superficie e sorride. Di colpo il suo movimento viene interrotto dallo scatto elettrico dei tergicristalli azionati dalla donna. Lei adesso ha due occhi sottili, fissa il ragazzo che alza le braccia, fa il giro della macchina e si accosta al finestrino chiuso. La donna si ritrae, stringe il volante tra le mani, incrocia solo per un attimo lo sguardo del ragazzo – No! Vai via. – Fissa gli scatti delle spazzole che trovano un po’ di attrito verso fine corsa.

Il ragazzo non si muove, tocca il finestrino con un dito e accosta una mano con il palmo rivolto verso l’alto. Cerca il contatto visivo con la donna che si volta di scatto e urla – No! VAI VIA! – Urta con il braccio destro il centro del volante e il clacson emette un urletto improvviso. Il ragazzo si rialza con calma e prosegue.

[continua tra 2 giorni…]

Nel bosco profondo che fa paura

[The One]

Vali molto di più tu, con uno stivaletto pesante fuori stagione e un vestito svolazzante color bosco-quello-profondo-che-fa-paura, che quel pizzo vistoso laggiù, sempre nella stessa posa che inganna il tempo che non si gode.

Ed è bello il tuo sguardo di un attimo, ed è brutta la mia timidezza che mi schiaffeggia perché non ti guardi troppo a lungo, perché non mi sieda accanto a te.

Per dirti cosa poi?

Di stare attenta che nel tuo vestito c’è il lupo cattivo?

Ah, comunque, aspettava un altro.

Per questa volta grazie timidezza.