Ogni volta (o Riflessivi desueti)

[The One]

Ogni volta come la prima volta

mi beo

dell’effetto che fa la pressione del tuo corpo sul mio,

il peso di tutti i tuoi organi, posti esattamente in quell’ordine;

mi estasio

della sensazione di compressione sulle ossa

che si adattano, molleggiano,

plasmate dal desiderio di esserci addosso;

mi crogiolo

nel calore diffuso, colloso,

spanso sulle pelle come olio,

come quelli che ti spalmi sotto la doccia

mentre ti guardo e sorrido

come la prima volta.

Sul pericolo di rileggere i propri testi a distanza di anni e sull’abuso di verbi riflessivi

[Flussi]

Rileggersi e non riconoscersi.

Ricordarsi solo di rimbalzo delle parole scritte pochi mesi prima, come un narciso smemorato che ammicca allo sconosciuto riflesso nello specchio, come un cane che prova un’attrazione infrenabile ogni volta che si gira e vede la propria coda.

Riprendere in mano testi passati.

Ricercarsi, ritrovarsi in parte, eppure riscoprirsi, come se il tempo passato in barrique abbia reso più complesso il sapore, come se barra spaziatrice dopo barra spaziatrice il senso del gusto abbia affinato la percezione di se stessi.

Insomma, riaprire certi file word può fare strani scherzi, ché non siamo più quello che eravamo un secondo fa, un secondo fa, un secondo fa.