Sale

[The One]

Fermi così,

a prenderci la pioggia

su uno scoglio di sale,

lo stesso sale sulle radici dei tuoi capelli,

immersi nei – Ti amo –

sazi dei profumi bevuti dal collo

avviluppati negli occhi

– Lo sapevi che i tuoi occhi al mare cambiano colore?

– No, raccontameli.

– Sai di sale.

– Sei tutto.

Briciole

[Varietà]

Teneva tra le mani un fazzoletto di carta umido di lacrime. Torcendolo aveva avvolto un angolo su sé stesso, formando un morbido cono con il quale rastrellava le briciole sparse sul tavolo. Meticolosamente le avvicinava una a una verso un punto ben preciso, ammonticchiando un tumulo di frammenti di pane. Il mucchietto aumentava di dimensione sotto gli occhi gonfi della ragazza. Tirò su con il naso, ma nemmeno per un attimo distolse l’attenzione dalla sua bonifica farinacea.

– Non so cos’altro potrei aggiungere – disse l’uomo seduto dall’altro lato del tavolo – non mi viene nient’altro da dire.

La ragazza non replicò, continuando l’opera di raccolta in silenzio.

– In questi momenti non riusciamo proprio a capirci, vero? Non siamo capaci di comunicare, di sentirci. È triste, mi fa male.

Le parole dell’uomo rimbalzarono contro il muro fonoassorbente innalzato dalla compagna e si dispersero nella stanza. I minuscoli tocchetti di pagnotta erano ora tutti radunati sotto gli occhi di lei che, muta, cominciò a dividerli in piccoli gruppetti.

– Ti prego dimmi qualcosa, qualunque cosa, questo silenzio mi sta facendo impazzire.

La ragazza sembrava immune a qualsiasi tipo di stimolo esterno e con il suo strumento di carta improvvisato cominciò a fare di ogni singolo mucchietto di briciole una lettera.

T.

– Non possiamo andare avanti così, lo capisci vero?

I.

– Smettila di ignorarmi e guardami negli occhi. Per favore.

A.

– Non mi merito di essere trattato così, dopo tutti questi anni.

M.

– Ti prego, cazzo, smettila di comportarti così.

O.

– Rispondimi!

La ragazza con una manata disperse le briciole buttandole a terra e si alzò facendo stridere la sedia sul pavimento.

– Vaffanculo.

Se ne andò e non si videro mai più.  

Morbidi e liberi

[The One]

Morbidi e liberi

pancia su pancia

il desiderio di esserlo sempre

travolti

dal sesso arretrato, accumulato, immaginato.

Morbidi e liberi

comodi negli occhi

avvolti nelle bocche

accesi

da una scintilla sconosciuta, improvvisa, inaspettata.

Morbidi e liberi

fiati caldi

soffiati da labbra unite

incollate

da un desiderio atemporale, bilaterale, universale.

Morbidi e liberi

il cielo sul suo mare

volando su lenzuola

colorate

di tinte sconosciute, insperate, infinite.

La donna che non credeva nell’amore

[Varietà]

Era quel tipo di donna che tra le pieghe delle rughe nascondeva dosi massicce di sensualità e potere; quel tipo di potere etereo capace di comandare le emozioni, gli umori e gli amori. Quel tipo di donna senza età, che vengono osservate da lontano ma di cui non si riesce a sostenere lo sguardo da vicino.

Un giorno la donna si alzò dal letto, come tutte le mattine si lavò con acqua tiepida, fece colazione con quattro biscotti e uno yogurt magro guardando fisso davanti a sé. Poi, poco prima di prendere il caffè, disse

– Ti amo.

Lo disse al muro, lo disse convinta, lo disse senza essere sotto l’effetto di qualche tipo di droga. Lo disse al muro per sentire che effetto facessero quelle parole pronunciate dalla propria voce. Lo disse perché non lo aveva mai detto prima di allora.

Cariche d’emozione quelle cinque lettere cominciarono il loro viaggio salutando le materne corde vocali, scalarono le pareti della laringe, fecero scalo sulla lingua dove si crogiolarono della saliva della donna e, esitando solo un attimo al di qua delle labbra, prima di gettarsi al di fuori di esse, ammirarono meravigliate il mondo esterno, nella sua luce, nella sua bellezza e nei suoi colori. Anche se era soltanto un muro.

Cavalcando le onde sonore, libere nell’aria, assaggiarono il vento, rimbalzarono morbide sulla parete e reinvestirono la donna e i suoi padiglioni auricolari.

Dopo qualche secondo di silenzio la donna, distolse gli occhi dal muro, bevve il caffè in un sorso e, posando la tazzina, si rispose

– Non ti credo.

Sapore di sale

[The One]

Un ragazzo e una ragazza.

Sotto i piedi una scacchiera lucida di pioggia in mezzo al mare.

Davanti agli occhi onde color pietra, imbizzarrite nell’arena da cui non possono uscire.

Sopra la testa nuvoloni senza bordi, coprono un cielo che non si vede.

Il ragazzo costeggia il confine con il mare, cerca l’angolo più vicino all’acqua, sorride e prende schiaffi di schiuma. Le labbra sanno di sale.

La ragazza punta al centro della geometria, calpesta la terra, salta le pozzanghere, si tiene forte il cappuccio che il vento vorrebbe toglierle. I suoi occhi sono colmi.

Il ragazzo e la ragazza si vedono da lontano e si camminano incontro senza fretta, ridendo senza sentirsi.

Nel tempo sospeso un bacio al sale e l’aria come colonna sonora.

Il fotografo in k-way si è perso una foto da inquadrare.

Buona giornata

[The One]

Sono uscito prima di te e volevo lasciarti un bigliettino sulla macchina.

Avrei scritto una frase della canzone di Dalla che ti piace tanto, una battuta sciocca oppure solamente “ti amo”.

Non l’ho fatto e mi tengo dentro queste parole, questo pensiero.

“Ciao, buona giornata” e vai via senza neanche un bacio.