[Varietà]
Mi pareva
un invito a palazzo
un’invocazione celestiale
un florilegio d’ineleganza
una mostra del kitsch
un tuffo nel disagio
una tomba di congiuntivi
e invece era
il Boss delle cerimonie.
[Varietà]
Mi pareva
un invito a palazzo
un’invocazione celestiale
un florilegio d’ineleganza
una mostra del kitsch
un tuffo nel disagio
una tomba di congiuntivi
e invece era
il Boss delle cerimonie.
[Varietà]
Due occhi vagano alla ricerca di un appiglio
cavalcano crinali di tende
sospinti dal vento di respiri
sbirciano oltre il limite del percepibile
poi si tuffano nelle pieghe dei pensieri
annaspano
riemergono
chiedono un attimo per riprendersi
ma il tempo
statico nella mescia olesa del buio
non risponde
non fiata
osserva muto
due occhi persi.
[Varietà]
C’era una volta
una volta di cera
curva verso il cielo
celava i suoi versi
cantando le sue ferite
sfiorite dal tempo.
[Varietà]
Mi pareva
un invito esclusivo
un’offerta indeclinabile
un grido d’aiuto
una vincita inopinabile
un allungamento non richiesto
una gioia in busta
e invece era
un’email di spam.
[The One]
Siamo capaci di meglio, lo sappiamo entrambi.
Siamo capaci di voli che Pindaro in confronto pare un abbrutito senza fantasia.
Siamo capaci di progetti che fanno apparire le piramidi il divertimento passeggero di un bimbo in spiaggia.
Siamo capaci di baci che farebbero venir voglia a Cupido di innamorarsi di noi.
Siamo capaci del meglio.
Purtroppo siamo anche capaci del peggio.
[The One]
Labbra bicolori
abbracci protesi
sulle tremila molle insacchettate di un letto disfatto.
Libercoli erotici
orsacchiotti senza naso
ai margini d’una stanza ovattata dal sole delle 8 e 52.
Desta dal sogno
sbadigli e sorridi
io conto i riflessi
dei nostri buongiorno.
[Flussi]
Dentro questo palloncino
ho soffiato pensieri e dolori
vorticosi discorsi che posso percepire
ma che non so pronunciare
li sento sulla pelle
ne gusto forma e sapore
eppure spiegarli a parole, quello, proprio no.
Questo palloncino vola e sorvola
vorrebbe salire sempre più in alto
le vertigini non gli bastano mai
ma è attaccato a un collo stretto che lo tiene giù
di notte sogna un ago che lo faccia scoppiare
e liberi tutto quello che turbineggia
dentro questa testa vuota.
[Flussi]
Spiegami un po’ il senso, quando tutto intorno è pianura, di voler per forza costruire una collina, che montagna non sarà mai, e che assomiglia più a un tumulo.
Spiegami un po’ il senso di questa spremitura ottusa, quando ormai è rimasto solo il bianco e la buccia si fa fina e fragile.
Spiegami un po’ il senso di continuare a scrivere, quando non si ha nulla da scrivere.
[The One]
La stanza colma di profumo
banane e spezie – quali spezie proprio non so –
la stanza – il bagno – lucida
e i capelli umidi
il tuo seno, lì.
Il balcone – arancio – carico di calore
– il sole picchia –
dalla finestra – la finestra del bagno –
uno spiraglio
tutto ciò che non vuole restare nella stanza esce
tutto ciò che è tuo
il profumo
le forme
il desiderio
si posa su di me.
[Varietà]
Mi pareva
un baugigi ondeggiante
una richiesta di vaìni
un botrillo allezzito
una zotta ambulante
un tegame cor cicìo
una farda a bùo ritto
e invece era
ir budello di tu’ ma’.