La luna del pescatore

[Varietà]

In una notte nera di rimorsi

un pescatore

sulla punta degli scogli

lancia l’amo al cielo

pare che voglia pescare la luna

o almeno il suo riflesso

o almeno il suo ricordo.

Bruciato di fatica

ebbro di follia

sopravvive così un’altra notte

e la mattina

quando sparisce il suo amore

si distende sulla rena

apre le braccia, piange e canta.

Addosso

[The One]

A volte basta poco

una piccola cosa

come cambiare l’ammorbidente

per averti sempre addosso.

A volte conta molto

notare le piccole cose

come una molletta sul comodino

per vederti sempre addosso.

A volte servono i sogni

che sommano piccolo e grande

che uniscono tempi e colori

per sentirti sempre addosso.

Senza rete

[Varietà]

Dondola, dondola trapezista, sopra l’asse guarda in basso, afferra piume, segue il corpo che ricerca ciò che ha perso.

Oscilla, oscilla trapezista, ricorda l’arroganza perduta, senza appoggio non comprende, non ragiona, non controlla.

Inciampa, inciampa trapezista, senza rete, incertezza, un’attesa non richiesta, rabbia cieca guarda in giù.

Balla, balla trapezista, sopra il dubbio, note nuove messe in discussione dal disequilibrio che conduce in un mondo migliore.

Il pittore senza colori

[Varietà]

Il contenuto che leggerete è stato ispirato dalla parola TELA. Il progetto #scritturadesecuzione consiste nel pubblicare a cadenza settimanale (solitamente il lunedì) un testo/poesia ispirato da una parola comune. Questa settimana partecipano: @ale_primo_conte, @alicenonsa, @aritmia_poetica, @cm.wr, @gabbianigrassifoglivolanti, @iosonorainmaker, @mes.chers.souvenirs, @respiro_nero, @sibilodivento, @spazinfiniti. Tutti i testi sono visibili all’hashtag #scritturadesecuzione (valido per Instagram).

Il pittore raggiunge infine il posto prescelto. Negli ultimi giorni era tornato più e più volte in quel luogo per essere sicuro di trovare il taglio giusto.

Giunto sulla cima della collina si ferma, respira, annuisce.

Apre lo sgabellino, legno e tela verde e panna; sistema il cavalletto, gioca con i centimetri e ne cambia l’angolazione almeno dieci volte; poggia infine la tela, silenziosa, austera, spocchiosa, bianca.

Il pittore si siede.

Il pittore osserva.

Il pittore ascolta.

Il pittore sceglie.

Per il cielo sceglie il colore della brezza improvvisa in una giornata estiva.

Per le nuvole sceglie il soffio di un bambino su una girandola brillante.

Per il campi coltivati sceglie il biondo bagnato di una ragazza appena uscita dal mare.

Per gli alberi sceglie la saggezza frondosa di un anziano che gioca con il nipote.

Per i fiori sceglie le luci dei fuochi d’artificio più alti mai visti.

Per il fiume sceglie il riflesso di un occhio lucido affacciato da un treno in corsa.

Per le rocce sceglie la sfumatura della costa di un libro che gli era piaciuto tanto.

Per la terra sceglie la sporcizia tra le unghie di un uomo che torna tardi a casa dopo una giornata di lavoro.

Per i casolari in lontananza sceglie le risate di una famiglia durante una gita all’aperto.

Il pittore si alza, dà un ultimo sguardo al paesaggio, sorride e, richiudendo tutto, mette via la tela chiacchierona, bonaria, sorridente, bianca.

Miseria

[Varietà]

Il contenuto che leggerete è stato ispirato dalla parola MISERIA. Il progetto #scritturadesecuzione consiste nel pubblicare a cadenza settimanale (solitamente il lunedì) un testo/poesia ispirato da una parola comune. Questa settimana partecipano: @ale_primo_conte, @aritmia_poetica, @cm.wr, @gabbianigrassifoglivolanti, @iosonorainmaker, @mes.chers.souvenirs, @respiro_nero, @sibilodivento, @spazinfiniti. Tutti i testi sono visibili all’hashtag #scritturadesecuzione (valido per Instagram).

Porca, ladra, puttana, nera.

Milleforme, millepiedi, milleunanotte.

Piangerla, caderci, esserci, viverci, morirci.

Buia e maleodorante, stacci alla larga, allontanala, non guardarla nemmeno.

Non varcare i confini del suo stato, fuggi il tocco del suo spettro.

Ma se per sbaglio incontrerai i suoi occhi ci leggerai pietà, e il misero, per un attimo, sarai tu.

Tri-vello

[Varietà]

Adesso m’hai messo addosso un fosso di pensieri.

Appigliato dietro, riflesso nel vetro lo scruto.

Dalle spalle il peso espelle l’inutile vello,

dittatura dell’arsura forgiò vacua armatura,

diretto contatto cutaneo di bagliore scarlatto.

Tutto spento, più non sento il pentimento.

Flu-flu

[Flussi]

Alla ricerca di flussi nei flutti bollicinosi di flûtes slanciati e snob.

Defluire mollemente fino alla punta delle dita, influenzando una penna di un estivo color fluo.

Effluvi di mezze stagioni che arrivano e passano, seguendo il percorso fluviale di un battello o forse di un insetto.

E io qui, disteso su un divano a costruire un niente superfluo, a giocare con la carta e l’inchiostro, fluttuando un po’ più su dove il cielo è sempre più flu.