Non

[Varietà]

Eh

oh bellino

cos’è quello sguardo lì?

Quel luccicore rimettilo in tasca, che è meglio.

Che non è mica il caso

che non sei mica il caso

che mica ti puoi permettere

di essere ciò che non sei.

Non è che adesso arrivi tu

splendido splendente

e fai del mondo ciò che ti pare.

Eh, no

non si fa così.

Dai retta a me

che sono venuto prima di te

e so

come non fare.

Tu lo sai?

[Flussi]

Dove porta quest’eterno battibecco tra cinismo e dolore, che muove le dita,

le lacrime,

che tira giù le serrande e tira dentro i panni,

che lascia solo piccoli spiragli da cui sbirciare ciò che capita all’esterno,

al sicuro,

nel proprio pantano?

Quanto costa questa scostante comunicazione di vasi comunicanti,

accomunati,

solo da una striscia di DNA, niente più che un elenco di colori,

di ricordi,

che sfumano nel nulla?

Come finirà questo delirante saliscendi senza meta,

senza senso,

che si tuffa dal bordo di uno foglio e fa pluf in un mare calmo,

oleoso,

e rimane sul pelo dell’acqua, come una piuma,

come un senso di colpa?

In fisica avevo 4

[Varietà]

Sdraiato a terra

gres porcellanato effetto legno sotto la nuca

rimbomba una canzone

pulsa nel cervello

ovatta le sinapsi

panna cotta i pensieri.

Ma poi, quali pensieri?

Qui è tutto un pot-pourri di melassa e bassi

quattro-quarti e comandi vocali

amplificato dal gress porcellanato effetto legno

che è un ottimo conduttore

o forse no

in fisica avevo 4.

Ma poi, che canzone è?

Quella canna era decisamente troppo forte.