Ogni volta (o Riflessivi desueti)

[The One]

Ogni volta come la prima volta

mi beo

dell’effetto che fa la pressione del tuo corpo sul mio,

il peso di tutti i tuoi organi, posti esattamente in quell’ordine;

mi estasio

della sensazione di compressione sulle ossa

che si adattano, molleggiano,

plasmate dal desiderio di esserci addosso;

mi crogiolo

nel calore diffuso, colloso,

spanso sulle pelle come olio,

come quelli che ti spalmi sotto la doccia

mentre ti guardo e sorrido

come la prima volta.

E invece 26

[Varietà]

Mi pareva
il solletico d’un clown
l’insolenza d’un refolo
il frinire d’una cicala
l’astio della primavera
il fastidio senza requie
la genesi delle bestemmie
e invece era
allergia al polline.

Buio 3

[Varietà]

Due mani farneticano febbrilmente

balbettano

danzano

convergono in girotondi frenetici su loro stesse

senza requie

senza appigli

alla mercé di polpastrelli curvi sotto il peso delle aspettative

ricercano la strada perduta, la pace decaduta

o anche solo un paracadute lanciato a tutta velocità verso un suolo che non si vede

e se non si vede

forse non esiste.

Augurio

[Flussi]

Non so ancora cosa scriverò domani, quali parole, perché e se ne varrà la pena. Non so neanche se scriverò, se mi andrà di farlo, se avrò il tempo o se si disperderà in mille rigoli di distrazione; se avrò la forza, la testa, le palle.

Se mi accontenterò di quattro righe buttate lì o se saranno frasi curate, sofferte, convinte.

Se sarà rabbia, amore, fantasia, desiderio o puro esercizio fisico.

Eppure mi addormento con il solito, personale e assurdo augurio.

Spero di scrivere.

Proprio con quegli occhi lì

[The One]

Esco su balcone – è tornato il caldo –

prendi il sole su una sdraio da veri professionisti

mi guardi e sorridi – proprio con quegli occhi lì –

m’incanto – quegli occhi lì –

chiedo se vuoi un caffè

mentre tu non hai ancora messo via il tuo sorriso – e quegli occhi –

non rispondi

fai solo un cenno con la testa – si muove tutto, anche il mondo –

che no

non lo vuoi

però chiedi senza parlare

di starti vicino

proprio io

che vicino a quegli occhi lì è come essere al mare.

Buio 2

[Varietà]

Starnuti trattenuti disfano gomitoli di suoni
due orecchie si mettono sulle punte per farsi più alte
più capienti
allungano il collo verso un’idea di rumore ch’è solo loro
trattengono il fiato
si illudono
inventano suoni che non esistono pur di sentire qualcosa
qualcosa che irrompa nel fischio costante
che dilania il silenzio.

Buio 1

[Varietà]

Due occhi vagano alla ricerca di un appiglio
cavalcano crinali di tende
sospinti dal vento di respiri
sbirciano oltre il limite del percepibile
poi si tuffano nelle pieghe dei pensieri
annaspano
riemergono
chiedono un attimo per riprendersi
ma il tempo
statico nella mescia olesa del buio
non risponde
non fiata
osserva muto
due occhi persi.