E invece 16

[Varietà]

Mi pareva

un afflato di tradizione

un’istigazione peccaminosa

un tripudio olfattivo

una promessa alle papille

un addio alla sobrietà

una piscina di trigliceridi

e invece era

una parmigiana fatta in casa.

In fisica avevo 4

[Varietà]

Sdraiato a terra

gres porcellanato effetto legno sotto la nuca

rimbomba una canzone

pulsa nel cervello

ovatta le sinapsi

panna cotta i pensieri.

Ma poi, quali pensieri?

Qui è tutto un pot-pourri di melassa e bassi

quattro-quarti e comandi vocali

amplificato dal gress porcellanato effetto legno

che è un ottimo conduttore

o forse no

in fisica avevo 4.

Ma poi, che canzone è?

Quella canna era decisamente troppo forte.

E intanto noi

[Varietà]

Appesa a un filo di nebbia

rintocca la campana dei giorni di pioggia

vibra una nota piatta, carica di pallore

e intanto noi

chiusi dentro una bolla cava

pesante

persistente

ticchettiamo sulle pareti come ballerini senza gioia

galleggiamo in attesa che passi un’altra ora

un’altra ora ancora.

Brevi riflessioni di rincorsa

[Flussi]

Ultimamente scrivo di rincorsa, con un po’ affanno a volte, al soldo di una scadenza di cui sono il committente.

Mi rimbomba in testa l’atto più che il contenuto, l’impellenza del rintocco più che la brezza della discesa. Meno spunti o flash, più ragionamento e sforzo.

Bene, la mente ha radicalizzato un’abitudine, scardinato il gene della pigrizia in favore di una metodo e impostato il promemoria di un impegno.

Male, a volte temo che la cadenza autoimposta non sia sincronizzata con l’effettiva disponibilità della scrittura, e che ciò porti all’effetto “consegna del compito in classe al suono della campanella”, con il rischio di produrre testi tanto per fare.

Eppure questo può anche essere un luogo dove sbagliare, osare ed esagerare.

In fondo cosa sia questo luogo, lo decido io.

Una notte

[Varietà]

Una notte di confine

tra mille scatole tenute insieme da rotoli di scotch

soffitti passeggeri

occhi stanchi

e poche, povere, banali parole.

Una notte che precede un giorno

Big Bang di nuovi spazi

nuove prospettive

nuovi giochi di luce

nuovi colori.

Una notte come tante

con un gusto un po’ retrò

con lo sguardo un po’ più in là

senza voglia di dormire

impaziente di sognare.

E invece 14

[Varietà]

Mi pareva

un assalto aereo

un’invasione sensoriale

un tacito abbandono

un’olezzante vigliaccheria

un soufflé di retrobottega

una zaffata dissacrante

e invece era

una flatulenza non dichiarata

Le mattine insieme a te

[The One]

Il calore sottocoperta, sottopelle

il silenzio dei corpi inconsci

il languore nell’aria

liquore ialino in cui ci rotoliamo

inalando il tocco di una mano

carezza provocante tra le gambe

mentre prende forma la luce

dei tuoi occhi

lento mi muovo e sento

sento

il mondo intorno a noi.

Raccontami, se puoi, qualcosa di più magico

delle mattine insieme a te.

E invece 13

[Varietà]

Mi pareva

un momento di cedimento

una pietra di pongo

un intoppo di percorso

un’inforcata plantare

un augurio discutibile

un’interpretazione catartica

e invece avevo

pestato una merda