[The One]
Seduti su una panchina ad ascoltare un chitarrista di
strada.
Mezz’ora di silenzio fatta eccezione per l’iniziale
richiesta di una penna extra per disegnare, anche se l’avevi già.
Non ricordo come abbiamo cominciato a parlare ma dopo
poco eravamo al pub. Birra io, succo d’ananas e vodka tu.
Chiacchiere, arte, viaggi, poi via per la città.
Viste panoramiche, boschi e lezioni di botanica, il
porto, monaci fantasmi, camminate e pause, poi una fontana e i piedi bagnati.
Siamo arrivati a casa alle 4:30.
Ci siamo baciati subito anche se volevi un caffè, poi
seminudi.
Sei sempre andata con donne, mi confessi, ti devo
guidare. Sei timida.
Lingue, tette, poi nudi.
Risate soffuse, gemiti, ancora lingua.
Mi rimproveri di non averti fatto il caffè.
Mani.
“Facciamo una doccia?”
Ci insaponiamo, ancora labbra e lingue.
Sono le 6.30. Usciamo e piove; tu mi dici di godermi la
pioggia.
Superiamo il tuo hotel, torniamo indietro.
Seduti alle 7 nel dehor, birre vuote sul tavolino, vorrei
rubare un bicchiere ma non lo faccio.
Mi chiedi di lasciarti i contatti, se mai vorrai un altro
tour sotto la mia guida.
Forse non ci sentiremo mai più e io non ricordo nemmeno
il tuo nome, se non che iniziava per A.
Non vuoi fare l’accademia, vuoi un bus e girare il mondo,
conoscere, parlare. Fallo, ti prego.
Ah, e abbiamo visto un riccio.