Tonda la luna

[Flussi]

Tonda la luna stasera. Chi se lo immaginava che potesse essere così giottesca? Proprio oggi, proprio qui. Solo per me e per nessun altro.

Gonfia e tronfia di sé si fa osservare e riempire di complimenti, sorride, si volta, sbatte le ciglia. Sul palcoscenico danza a suo agio, fa una giravolta e sembra una moneta che gira sul tavolo, poi si ferma e mi manda un bacio.

Ricordati di uscire quando non riesci a scrivere, che non è il sonno che frena, ma la prospettiva, il panorama, la testa immobile e la mancanza di un bacio lunare.

Crazy night

[The One]

Seduti su una panchina ad ascoltare un chitarrista di strada.

Mezz’ora di silenzio fatta eccezione per l’iniziale richiesta di una penna extra per disegnare, anche se l’avevi già.

Non ricordo come abbiamo cominciato a parlare ma dopo poco eravamo al pub. Birra io, succo d’ananas e vodka tu.

Chiacchiere, arte, viaggi, poi via per la città.

Viste panoramiche, boschi e lezioni di botanica, il porto, monaci fantasmi, camminate e pause, poi una fontana e i piedi bagnati.

Siamo arrivati a casa alle 4:30.

Ci siamo baciati subito anche se volevi un caffè, poi seminudi.

Sei sempre andata con donne, mi confessi, ti devo guidare. Sei timida.

Lingue, tette, poi nudi.

Risate soffuse, gemiti, ancora lingua.

Mi rimproveri di non averti fatto il caffè.

Mani.

“Facciamo una doccia?”

Ci insaponiamo, ancora labbra e lingue.

Sono le 6.30. Usciamo e piove; tu mi dici di godermi la pioggia.

Superiamo il tuo hotel, torniamo indietro.

Seduti alle 7 nel dehor, birre vuote sul tavolino, vorrei rubare un bicchiere ma non lo faccio.

Mi chiedi di lasciarti i contatti, se mai vorrai un altro tour sotto la mia guida.

Forse non ci sentiremo mai più e io non ricordo nemmeno il tuo nome, se non che iniziava per A.

Non vuoi fare l’accademia, vuoi un bus e girare il mondo, conoscere, parlare. Fallo, ti prego.

Ah, e abbiamo visto un riccio.